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Medici famiglia sentinelle nel ridurre fattori rischio da fumo In evidenza

Pubblicato in Sanità
01 Giugno 2018 di Redazione Commenta per primo!
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L'abitudine al fumo nel nostro paese sta complessivamente diminuendo: e' la percezione della maggioranza dei medici di medicina generale. Il dato emerge da un questionario del Centro Studi della FIMMG, a cui ha partecipato un campione di oltre 560 medici. Lo studio e' stato realizzato in occasione della Giornata mondiale senza il tabacco, che si celebra oggi per comprendere meglio l'approccio della professione a questo importante fattore di rischio. Per la maggioranza dei medici (oltre il 57%), i genitori dei ragazzi adolescenti appaiono oggi piu' preoccupati per l'uso di altre sostanze e per possibili altre dipendenze, che non per l'abitudine al fumo dei loro figli: per il 21,3% del campione i genitori appaiono solo preoccupati per possibili altre dipendenze dei loro figli. I medici sembrano decisamente orientati a cercare di monitorare questo fenomeno: il 75% del campione dice di registrare "sempre-spesso" il dato relativo al consumo di tabacco dei propri assistiti sulla cartella clinica ambulatoriale. Questo dato sembrerebbe essere piu' basso (56%) tra i medici fumatori. Meno diffuso appare l'utilizzo di stampati o altro materiale per supportare il consiglio di cessazione del fumo: lo utilizza "sempre- spesso" il 22% del campione (solo il 18,2% tra i medici che lavorano da soli, rispetto a valori piu' elevati tra quelli che lavorano in forme associate). Poco prescritti sembrano essere i farmaci per aiutare a cessare l'abitudine al fumo: due terzi dei medici riferisce di prescriverli "raramente - mai": tale percentuale e' particolarmente alta, il 79%, tra i medici che lavorano da soli. Per cercare di inquadrare al meglio il fenomeno, e' stata rilevata anche l'eventuale abitudine tabagica dello stesso medico: il 50% del campione riferisce di non aver mai fumato (il 56,7% al Nord e il 40,4% al Sud), il 40% di avere smesso e il 10% di continuare a fumare. "L'indagine evidenzia come, ancora una volta, i MMG siano efficaci sentinelle rispetto a fenomeni connessi a fattori di rischio comportamentali - sottolinea Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi della FIMMG - In accordo con i dati di letteratura, i medici apprezzano una tendenza alla riduzione dell'abitudine tabagica e una maggiore preoccupazione dei genitori per possibili altri fenomeni di dipendenza dei loro figli. L'intervento del MMG nella gestione di questo importante fattore di rischio e' testimoniato dalla sensibilita' verso la rilevazione dell'abitudine al fumo e della sua registrazione, in particolare per i medici che lavorano in forme aggregate".