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Bambino Gesù, nasce registro europeo fegato grasso bambini In evidenza

Pubblicato in Sanità
17 Aprile 2018 di Redazione Commenta per primo!
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E' stato creato il registro pediatrico europeo per il fegato grasso, una patologia che colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione pediatrica generale. Al "Bambino Gesu'" a Roma ne e' stato affidato il coordinamento. L'incarico e' stato assegnato a Parigi nel corso del congresso annuale dell'European Association fo the Study of the Liver (EASL). "La creazione di un registro pediatrico europeo sul fegato grasso sottolinea l'interesse che c'e' nelle comunita' scientifiche internazionali su questo problema - spiega il professor Valerio Nobili, responsabile di epatologia, gastroenterologia e nutrizione dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' - Un problema che ormai affligge milioni di bambini nel mondo e le cui previsioni sono in costante aumento. Il registro e' un segnale che tale patologia non puo' essere piu' sottovalutata da chi ha interesse alla salute dei nostri ragazzi". L'obesita' e' uno dei principali problemi mondiali sia nei bambini che negli adolescenti. L'aumento del numero dei bambini con sovrappeso e obesita' nei Paesi industrializzati ha portato al parallelo aumento di casi di fegato grasso o steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Negli ultimi vent'anni, infatti, la steatosi ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i piu' piccoli diventando la patologia cronica del fegato di piu' frequente riscontro nel mondo occidentale. In Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all'80% tra i bambini obesi. Il coordinamento della neonata rete e' stato affidato al Bambino Gesu' sia per la sua casistica sul fegato grasso, sia per la capacita' di produzione scientifica. L'Ospedale della Sante Sede segue infatti circa 1.500 bambini l'anno di cui 550 sottoposti a biopsia negli ultimi 10 anni e ha pubblicato, spesso coordinandoli, numerosi studi internazionali. Nel registro confluiranno tutti i dati, sia istologici che di laboratorio, provenienti dai principali Ospedali dei Paesi coinvolti: Germania, Polonia, Inghilterra, Svezia, Spagna e Francia. Il database che ne verra' fuori consentira' la realizzazione di trial piu' mirati e con coorti piu' estese. Dati che saranno molto importanti anche per la stesura di nuove pubblicazioni scientifiche. Il progetto sara' finanziato dalla EASL stessa con un grant di 70.000 euro l'anno per due anni. "Siamo grati per l'incarico ricevuto che riconosce la leadership del Bambino Gesu' in questa patologia, la NASH, affidandogli il coordinamento europeo della nuova rete - aggiunge Nobili - Viene cosi' colmato un gap che ancora separava l'Europa rispetto ai colleghi americani, gia' in possesso di un registro di questo genere".

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