Cerca nel sito

Seguici su Facebook!

Sei qui: HomeSanità17% dei malati di artrite reumatoide vive da solo

17% dei malati di artrite reumatoide vive da solo In evidenza

Pubblicato in Sanità
10 Maggio 2017 di Redazione Commenta per primo!
Vota questo articolo
(0 Voti)
Gestire il dolore e i bisogni dei malati di artrite reumatoide non è semplice. "Da 17 anni, cioè da quando sono arrivati i farmaci biotecnologici, abbiamo visto mutare il destino dei malati in cura. Circa il 17% dei pazienti - ha spiegato, in occasione dei lavori del XX Congresso Nazionale del Collegio Reumatologi Italiani dedicato alle "Malattie senza dolore", Roberto Gorla, Reumatologia Spedali Civili di Brescia - vive da solo, per la metà del campione il nucleo familiare è costituito dal solo coniuge, il 57% ha un titolo di studi inferiori o uguali alla licenza media, il 70% ha un reddito mensile inferiore ai 2000 euro e il 55% non lavora. I bisogni insoddisfatti di questi pazienti dipendono da diversi fattori: ad influenzare questo aspetto vi è la collocazione geografica del paziente, vi sono zone in Italia dove è possibile ottenere una diagnosi precoce e una terapia precoce. È importante che siano gli stessi reumatologi presenti sul territorio a collaborare spalla a spalla con il medico di famiglia. È importante che il paziente in fase di guarigione, o già guarito, si senta il meno medicalizzato possibile; quando un malato comincia a star bene dovrebbe essere il primo a sentirsi "meno malato", magari attraverso delle agevolazioni come la possibilità di poter vedere il proprio farmaco distribuito più vicino all'abitazione, il non avere un regime di controlli asfissianti e anche poter beneficiare dei reumatologi che conoscano la psicologia, in modo tale da poter valutare la sua situazione a 360°. Ricordiamo che il dolore è soggettivo e che gli indici che noi utilizziamo per pesare la malattia contengono molti parametri soggettivi. Se io guardo la malattia dalla parte della persona malata devo imparare a capire chi ho di fronte e il perché del suo dolore. Una frequente conseguenza dell'artrite reumatoide è la depressione e la vita media di un paziente affetto anche da depressione è inferiore rispetto ai non depressi e sono coloro che rispondono peggio alle terapie. Sarebbe utile - ha concluso Roberto Gorla - cominciare a dare la giusta risonanza ai pazienti e individuare nei comuni dei partner per ottenere supporti e spazi ricreativi adatti alle loro esigenze".

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi di cui alla legge n. 250/90 e successive modifiche ed integrazioni