Un plauso va alla fine del «corpo a corpo furibondo cui la magistratura è stata costretta negli ultimi anni, adesso si può finalmente iniziare a parlare di riforma della giustizia senza farla passare solo come riforma della magistratura, in senso molto deteriore» afferma Vito D’Ambrosio, componente del Comitato direttivo dell’Associazione nazionale magistrati. Ora si può «cominciare a impostare sotto il piano della leale collaborazione un nuovo tipo di rapporto tra magistratura e altri poteri -spiega il sostituto procuratore generale della Cassazione - senza dimenticare che la giustizia è un servizio che va reso nel miglior modo al cittadino, e coinvolge non solo i magistrati, ma anche la politica, gli avvocati , i collaboratori amministrativi e le forze dell’ordine».
Quali le riforme urgenti?
La razionalizzazione delle risorse e la revisione delle circoscrizioni, anzitutto.
Poi l’applicazione delle innovazioni tecnologiche al funzionamento della giustizia: informatizzazione e digitalizzazione, per un servizio all’altezza dell’anno 2012. Si deve arrivare ad una semplificazione notevolissima di tante forme complicate di gestione dei processi penali e civili, con le notificazioni per via informatica.
Cosa comporterebbe la svolta tecnologica?
Un risparmio sulle risorse, sui tempi e sul numero di processi che si riescono a celebrare.
Il nodo delle risorse è sempre all’ordine del giorno
Bisogna creare una mentalità per il recupero dei soldi nel settore giustizia. Si può pensare a anche a procedure più celeri nella material delle sanzioni pecuniarie. Parlando della Cassazione penale, faccio un esempio: nel 2010 ha dichiarato inammissibili 30.000 ricorsi su 50.000: ognuno di essi comporta una pena pecuniaria per la parte, normalmente di 1000 euro. Se si riuscisse effettivamente a riscuotere tutto, ci sarebbero 30 milioni solo per la Cassazione penale. A quel punto sarebbe superato il problema delle risorse per la giustizia, che riuscirebbe ad autofinanziarsi.
Quali altre priorità avverte?
Il funzionamento della scuola di formazione della magistratura, non ancora operativa: dovrebbe prevedere un aggiornamento continuo, anche in comune con altri operatori della giustizia, come gli avvocati.
L’Europa e l’Ocse contestano all’Italia i tempi accorciati della prescrizione
In effetti, nei paesi civili la prescrizione non decorre durante il processo, ma si ferma quando questo ha inizio.











