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Nomine all’Agenzia delle Entrate, la Dirstat diffida Padoan e Orlandi In evidenza

Pubblicato in Politica
30 Ottobre 2015 di Bruno Poggi Commenta per primo!
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Le nomine dirigenziali all’interno dell’Agenzia delle Entrate continuano a far discutere. Nonostante sia, nel frattempo, intervenuta la sentenza numero 37 del 2015 della Consulta, ponendo una pietra tombale sull’assegnazione di questi incarichi senza concorso pubblico. Dopo la pronuncia, anziché dare esecuzione a quanto disposto dai giudici costituzionali, è intervenuto il legislatore, inserendo in fase di conversione del decreto legge 78/15 con legge 125/15 (recante “Disposizioni urgenti in materia di Enti territoriali per garantire la continuità dei dispositivi di sicurezza e di controllo del territorio. Razionalizzazione delle spese del servizio sanitario nazionale, nonché norme in materia di rifiuti e di emissioni industriali”) una norma ad hoc che riapre una partita che doveva essere ormai chiusa. Nelle more dei concorsi, l’Agenzia delle Entrate ha indetto una Procedura selettiva di interpello per il conferimento di posizioni organizzative Il provvedimento ha mandato su tutte le furie i vertici della Federazione Dirstat, permanentemente mobilitata per far sì che l’Agenzia delle Entrate rispetti il dettato costituzionale, secondo cui alla Pubblica amministrazione si accede mediante concorso. Il segretario generale Arcangelo D’Ambrosio ed il vicesegretario generale Pietro Paolo Boiano hanno dato mandato al professore Raffaello Capunzo di redigere un atto formale di diffida al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan ed al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi affinché attivino “le procedure idonee ad abrogare l’articolo 4bis del Dl 78/15, come convertito dalla Legge 125/15, in quanto in contrasto con gli articoli 3,51 e 97 della Costituzione con contestuale richiesta di indire un regolare concorso pubblico per l’assegnazione delle posizioni dirigenziali vacanti nell’Agenzia delle Entrate. In caso di mancato riscontro positivo il legale del sindacato adirà, per l’ennesima volta, le vie legali, oltre a denunciate l’accaduto alla Procura della Repubblica. Come andrà a finire? Non ci resta che attendere l'ennesima puntata della«telenovela».

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