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Conte: "Il pensiero dei poveri mi tormenta" In evidenza

Pubblicato in Politica
03 Ottobre 2018 di Redazione Commenta per primo!
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"Mi tormenta il pensiero delle persone che vivono in assoluta povertà, delle persone che sono completamente esiliate dal consesso sociale". Sono le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in una lunga intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, nel numero in edicola domani. "Risponderemo a questa emergenza stanziando somme cospicue per introdurre il reddito di cittadinanza. Ma eviteremo che questa misura esaurisca le sue finalità sul piano meramente assistenziale". "Condizioneremo l'erogazione di queste somme all'impegno dei destinatari a riqualificarsi presso i centri per l'impiego - premette il premier - che potenzieremo in linea con le migliori prassi internazionali. Il nostro obiettivo è recuperare i cittadini svantaggiati dal circuito lavorativo, in modo da restituire loro dignità, e coniugare equità, efficienza e produttività, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali".Il premier parla, poi, del "rinnovato impegno dei cattolici nella vita pubblica" che, dice, rappresenta "una risorsa etico-politica di cui il nostro sistema democratico può senz'altro giovarsi. Non credo, tuttavia, che questo impegno debba tradursi nelle forme della costituzione di una nuova compagine partitica". "Per parafrasare liberamente il pensiero di Scoppola - cita il premier - più che a una rinnovata 'democrazia cristiana' penso piuttosto a una 'democrazia dei cristiani', che intendo come spazio pubblico in cui i cristiani si cimentano e confrontano, muovendo da angoli visuali e, quindi, formazioni politiche anche differenti, con lo scopo di individuare i percorsi più efficaci per realizzare il bene comune".Il decreto immigrazione e sicurezza "nasce dalla duplice esigenza da un lato di fronteggiare in maniera efficace le minacce terroristiche che possono annidarsi anche nei flussi migratori, e dall'altro lato di regolamentare il sistema dell'accoglienza degli immigrati, adeguandolo agli standard europei e internazionali". "La premessa - chiarisce a Famiglia Cristiana - è ribadire che alle persone che hanno diritto allo status di rifugiato, cioè coloro che fuggono da gravi situazioni come guerre, persecuzioni, calamità naturali o varie forme di violenza, non verrà mai negata l'accoglienza". Conte assicura che "nessuno sarà rimpatriato se nel Paese di origine non persistono adeguati standard di sicurezza. Introduciamo, questo sì, una puntuale regolamentazione del ''permesso speciale'', che prevede permessi di soggiorno di un anno poi convertibili anche in permessi di lavoro e di studio, evitando l'uso strumentale e abusivo della domanda di protezione internazionale". "Sono anni che l'Italia si ritrova isolata a gestire il fenomeno degli sbarchi. La nostra Marina ha operato in modo encomiabile in condizioni difficilissime. Non è mai venuta meno ai suoi doveri di soccorso ed è sempre intervenuta a salvare e ad assistere vite in pericolo", rileva il premier intervenendo sul caso Diciotti "dove - spiega - abbiamo prontamente fatto sbarcare 13 persone che erano in situazioni critiche e, successivamente, i bambini e le donne vulnerabili", tuttavia "non è più tempo di attestati di solidarietà. Né tantomeno possiamo accettare lezioni di umanità da chi si affida alla retorica dei proclami, smentita però dalla verità delle azioni". Il dialogo con l'Europa "rimane in ogni caso lo strumento privilegiato per giungere a dei risultati" ma "i soccorsi in mare e gli sbarchi devono essere gestiti in base a un meccanismo europeo pienamente condiviso".

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