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(Lorenzo Bazzana) Il danno più grave è per l’export

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«Il danno più grave, in proporzione, è quello per le esportazioni. Il blocco dei Tir può farci perdere segmenti di mercato strategici a livello globale». È l’allarme lanciato da Lorenzo Bazzana, responsabile Economia della Coldiretti, che chi ha spiegato quello che cosa sta succedendo al settore agroalimentare.

Se andiamo in un mercato ortofrutticolo scopriamo che in questi giorni i prezzi sono aumentati del 40-50 per cento. Tutta colpa del blocco dei Tir?

No, non è solo per effetto del blocco. Ma andiamo per ordine: su alcuni prodotti a prescindere pesano le temperature rigide e quindi una riduzione dell’offerta fisiologica, diciamo. Per non parlare di quelli fuori stagione, che hanno prezzi alti sempre e comunque. Detto questo, veniamo al caso della protesta dei Tir. Gli effetti sono evidenti, soprattutto per quanto riguarda i prodotti provenienti dalla Sicilia e dalle regioni limitrofe. L’offerta è calata del 40-50 per cento e questo incide inevitabilmente sui rincari. Ma i prezzi sono gonfiati.

Ci faccia capire.

Se l’offerta cala, aumenta il prezzo. Ma con un’offerta calata del 50 per cento, in base al trend del mercato, i rincari non possono superare il 20 per cento. Invece qui siamo di fronte a rincari anche del 40-50 per cento. Quindi qualcuno ne approfitta.

Di certo non i produttori.

Esatto. Anzi, loro sono costretti a buttare molti prodotti proprio a causa del blocco. Ovvio quindi che chi se ne approfitta, nella filiera, sono i vari rivenditori. Insomma, si tratta di una speculazione a tutti gli effetti perché il ricarico finale è evidentemente sovrastimato.

Con la campagna “Coraggio Italia!” state donando frutta e verdura ai più bisognosi.

Sì, un gesto simbolico per aiutare i pensionati e le famiglie sempre più in difficoltà, che ora a causa del blocco della circolazione non possono permettersi questi prodotti. Ma il nostro è anche un modo per mostrare a tutti che le stesse tematiche portate avanti dai dimostranti si possono affrontare, evidenziare senza creare disagi a un Paese già alle prese con una crisi economica grave.

L’agricoltura è in crisi?

Fortunatamente nel complesso il nostro settore reagisce meglio di altri, anche perché le famiglie possono rimandare acquisti “grossi” a quando avranno più liquidità ma di certo devono mangiare tutti i giorni. Magari mangiano di meno, mangiano in modo diverso, ma mangiano. Detto questo però c’è una contrazione, dovuta alla congiuntura negativa. Come se non bastasse poi, arriva il blocco della circolazione. Con effetti nefasti sulle nostre esportazioni. In effetti è questo il problema più grave.

Per quale motivo?

Con l’export agroalimentare noi compensiamo la contrazione della domanda interna. Ma soprattutto, grazie alla qualità e alla convenienza dei nostri prodotti, noi abbiamo acquisito fette di mercato nei Paesi emergenti, con ricchezza e demografia in forte crescita. Ebbene, il blocco dei Tir può fare di noi dei fornitori inaffidabili. Rischiamo quindi di perdere questi mercati fondamentali per il rilancio non soltanto dell’agroalimentare ma dell’intera economia. Ecco perché governo e soprattutto Unione europea devono tutelare il nostro settore con interventi e investimenti adeguati.

 

 

 
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