Per il leader Cisl trattativa in pericolo
Inaspettato e fragoroso, nel bel mezzo della trattativa fra governo e sindacati è giunto il ruggito del segretario Cisl Raffaele Bonanni: «Da quello che ho capito il governo vuole rompere la trattativa, noi non lo permetteremo». Con queste parole, pronunciate nel corso di un incontro del sindacato a Firenze, il leader cislino ha riportato all’anno zero i presunti progressi fatti al tavolo unitario con governo e industriali nelle ultime settimane, avanzamenti per lo più sbandierati dal ministro del Lavoro Elsa Fornero che nelle varie conferenze stampa successive agli incontri di palazzo Chigi (quattro fin qui, altri due sono previsti nei prossimi dieci giorni) ha sempre ostentato un ottimismo che alla luce delle dichiarazioni di Bonanni non può che risultare immotivato. Ma quella del segretario Cisl non è una rottura né una dichiarazione di guerra, come si evince da quanto ha aggiunto rivolgendosi direttamente al governo: «La cosa che deve capire è che noi non molleremo il tavolo e sbaglia chi pensa di farlo perché inchioderemo il governo alle sue responsabilità».
Ai giornalisti che lo assediavano Bonanni ha spiegato che «bisogna mantenere in piedi il sistema di protezione fatto dagli ammortizzatori perché qui funzionano meglio che in altre parti d’Europa.
L’unico problema che c’è, e abbiamo offerto delle proposte al governo, è quello di costruire dei meccanismi che spingano al più presto, qualora non ci fosse lavoro, a ritornare al lavoro e addirittura a sfruttare meglio il periodo di fermo perché manca il lavoro per formarsi». Bonanni ha poi suggerito di non imbastire «discorsi strampalati» perché al sindacato «non va e per altro è pericoloso». Così come è pericoloso nell’attuale clima sociale parlare di eliminare la Cassa integrazione: in un contesto emergenziale fatto «di gente e di famiglie esasperate, dove l’unico reddito che hanno è la Cig, se diamo l’idea che quella sparisce è chiaro che ci sarà qualche problema».
Nonostante una premessa così forte Bonanni ha osservato che risulterebbe improduttivo, almeno per ora, un ricorso forzoso all’utilizzo dell’arma dello sciopero generale, secondo molti irrinunciabile in caso di inconciliabilità di posizioni con il governo sulla riforma del lavoro. «Non penso che sia utile mettere il carro davanti ai buoi, per adesso» ha tagliato corto Bonanni invitando anche l’esecutivo a prendersi subito «le sue responsabilità» perché Palazzo Chigi «non può ritenere che lo scenario che dobbiamo costruire è che loro tirino dritto per fare quello che vogliono, e noi facciamo lo sciopero generale. No, c’è in mezzo una realtà molto più conveniente per gli italiani e per i lavoratori». Una realtà che per la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia è a portata di mano, visto che anche ieri la leader degli industriali si è detta «abbastanza ottimista» sulla trattativa per la riforma del lavoro smentendo quella volontà di rottura da parte dell'esecutivo ipotizzata da Bonanni. A chi gli chiedeva un commento sulle dichiarazioni del segretario della Cisl, Marcegaglia ha replicato che «non ho visto questa volontà, anzi siamo riconvocati per giovedì prossimo, abbiamo fatto delle richieste al ministro Fornero di portarci i dati sugli ammortizzatori sociali e ha detto di sì. Non vedo questa volontà del governo - ha concluso - andiamo avanti, sono abbastanza ottimista».
Da parte sua Michel Martone, viceministro del Lavoro, si è limitato ad osservare come sia « importante che Bonanni voglia stare al tavolo» ed ha aggiunto che «il Governo non ha nessuna intenzione tattica da questo punto di vista», facendo riferimento all’ipotesi di rottura paventata dal leader della Cisl.
Toni dunque estremamente diversi e che andranno interpretati nel loro significato precipuo nei prossimi giorni, anche se non ci vorrà molto per capire chi esagera o chi sminuisce la gravità della situazione, dato che nel frattempo è stato confermato che il nuovo incontro tra governo e parti sociali per discutere della riforma del mercato del lavoro si terrà nel tardo pomeriggio di giovedì prossimo. Il ministero ha convocato Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Ania, Abi, Rete imprese Italia e Alleanza delle Cooperative al dicastero di via Veneto per continuare la discussione su ammortizzatori sociali e flessibilità «in una prospettiva di crescita», come si legge nella convocazione. Alla controparte spetterà dire se anche in questo caso di tratterà di ottimismo ostentato o di prospettiva concreta.











