Alfano dichiara guerra agli iscritti fantasma del Pdl
Angelino Alfano ha reagito in maniera tempestiva e convincente di fronte al moltiplicarsi dei casi di falsificazione delle tessere del Pdl, condite dall’apertura di inchieste della magistratura e dalla pubblica denuncia dell’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, che gli ha chiesto esplicitamente di intervenire in ossequio alla promessa sul «partito degli onesti» formulata in occasione del discorso di insediamento da segretario: «Alfano deve fare un appello e ripulire il partito» aveva chiesto Frattini, che è stato prontamente accontentato.
Il segretario pidiellino sa che la questione delle tessere potrebbe compromettere l’immagine del partito in un passaggio delicato per la politica italiana, che vede i partiti tradizionali in affanno e a rischio estinzione. L’obiettivo immediato è quello di accertare la reale esistenza di queste tessere sporche e risalire quanto prima a coloro che le hanno prodotte per dar via a un repulisti in pompa magna che faccia breccia anche sull’opinione pubblica.
Intervistato ieri nel corso della trasmissione Mattino 5, da Maurizio Belpietro, Alfano ha detto chiaramente che «se ci sono state delle infiltrazioni camorristiche, come qualcuno denuncia, vigileremo. Nel caso manderemo dei commissari a verificare la regolarità della situazione e se necessario sospenderemo i congressi».
«Con la norma anti-furbetti non c’è alcuna possibilità che qualcuno che non si sia iscritto volontariamente possa contribuire all’esito del congresso: sono esclusi trucchi o inganni» ha spiegato nel corso de La telefonata. Ha poi ribadito che chi partecipa ai congressi deve presentare la carta di identità e confermare che deve essere a posto con il versamento della quota. Quanto all'ipotesi di infiltrazione della camorra, ad esempio a Salerno, Alfano ha assicurato che il partito «vigilerà: se vediamo che qualcosa non va non si faranno i congressi ma se ci sono camorristi e mafiosi a spasso, qualcuno li arresti, perché non è un problema del Pdl ma della democrazia italiana». «Se ravvisiamo troppi sospetti - ha detto ancora Alfano - invieremo dei commissari a fare delle verifiche e, nel caso, blocchiamo i congressi». Il segretario del Pdl ha messo anche in conto che qualcuno temendo di essere silurato possa «fare il furbo». In questo caso «staneremo i furbetti, se ci sono, e faremo calare la maschera di chi non vuole perdere».
Nella cabina di regia del Pdl campano, il concetto sembra essere stato recepito un po’ da tutti, a partire soprattutto da chi rappresenta il partito nell’area interessata dalla faccenda “tessere false”. È il caso dei due coordinatori provinciali, Antonio Mauro Russo e Antonio Iannone, che hanno dichiarato «di essere pronti a plaudire all’iniziativa della magistratura se dovessero essere scoperte delle mele marce». Del resto, la Campania è un territorio cruciale per il Pdl che il partito ha riconquistato dopo una lunga e sofferta era di amministrazione bassoliniana: ora che Alfano vuole rilanciare l’immagine di una compagine nuova e che guarda al futuro dell’Italia non può permettersi di farsi travolgere da una questione morale e legalitaria.











