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Giovedì, 18 Maggio 2017 06:00

Gentiloni: «Riprenda dialogo Ue-Russia»

“Bisogna riprendere con forza il dialogo tra l'Unione europea e la Russia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in conferenza stampa al termine dell'incontro con il presidente Russo, Vladimir Putin. Si tratta di un “partenariato strategico che la crisi ucraina non può cancellare”, ha aggiunto.«Non si tratta di chiedere se e quando il G7 tornerà ad essere G8, ma di lavorare con un partner fondamentale come la Russia per trovare dei punti comuni nella gestione delle crisi internazionali» ha sottolineato Gentiloni.«C'è un lavoro positivo in Siria, ma anche delle difficoltà, così come c'è una questione aperta in Ucraina, ma più riusciremo a fare passi in avanti su questo piano e più la risposta alla domanda sarà naturale» ha aggiunto. Putin ha poi risposto alle domande dei giornalisti sul Russia Gate che coinvolge il presidente degli Stati Uniti Donald Trump:«Negli Usa si sta sviluppando una schizofrenia politica, non posso spiegare altrimenti quello che sta succedendo per un presunto passaggio di informazioni. Non ci è stata fornita alcuna informazione, né a noi, né ai rappresentanti dei Servizi segreti. Se l'amministrazione americana lo autorizzerà, possiamo fornire la registrazione dell'incontro tra Trump e Lavrov» ha aggiunto.
Pubblicato in Esteri
Papa Francesco guarda con speranza al dialogo con il Patriarcato Russo e con rispetto al ruolo di Putin nello scacchiere del Medio Oriente. "Io so che lo Stato Russo parla di questo, della difesa dei cristiani. E' una cosa buona, oggi e' l'epoca in cui ci sono piu' martiri". Sono parole in risposta a una giornalista russa, con la quale, nel volo dal Cairo, ha dialogato di rapporti ecumenici. "Sono buoni Kirill e Hilarion", ha aggiunto riferendosi al patriarca di Mosca e al suo resonsabile per le relazioni internazionali. "Con gli ortodossi - ha detto - sempre ho avuto una grande amicizia. E a Buenos Aires ogni 6 gennaio andavo alla loro cattedrale e restavo 2 ore e 40 in preghiera, in lingua che non capivo. Poi la cena e la tombola. Questo come segno di amicizia. Se avevano bisogno di aiuto legale venivano in Curia". "Sono Chiese sorelle", ha spiegato e passando a parlare degli ortodossi copti con i quali ha dialogato in Egitto, il Papa ha aggiunto: "Tawadros e' un grande uomo di Dio. E' uno dei piu' 'fanatici' nel cercare di fissare la data comune per la Pasqua. Chiaramente e' un grande patriarca". E commentando infine la dichiarazione di riconoscimento reciproco dei battesimi tra copti e cattolici, ha concluso: "Negli ortodossi russi gia' c'e' questo anche con i georgiani. Elia II il loro patriarca e' un uomo di Dio, un mistico. Dobbiamo imparare bene la mistica dagli ortodossi. Al Cairo a pregare con noi c'erano anche Bartolomeo, l'arcivescovo greco ortodosso, gli anglicani e il segretario del Consoglio Ecumenico di Ginevra. Quello che fa l'ecumenismo e' il cammino. I teologi debbono studiare insieme e noi possiamo fare un cammino".
Pubblicato in Vaticano
Ci sono le agenzie di intelligence americane dietro il cambio di strategia del presidente Usa, Donald Trump, sulla Russia. Ne e' convinto Julian Assange, secondo cui a Trump sono bastati 77 giorni per essere "digerito", in particolare dalla Cia: arrivato alla Casa Bianca con l'idea di migliorare le relazioni diplomatiche con il Cremlino, alla fine si e' adeguato allo status quo tra Washington e Mosca, perche' influenzato "dai generali del Pentagono". Il fondatore di Wikileaks e' stato intervistato dalla Cnn in spagnolo dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra; e ha indicato due fattori chiave nel cambio di strategia: l'interesse dell'industria bellica e il progetto della Cia "di intervenire in Siria". Quanto alla crescente tensione tra Usa e Corea del Nord, per Assange fa parte della strategia di Trump per mostrare "influenza" di fronte alla Cina, a cui interessa che la penisola sia divisa perche' non aumenti il potere di Seul.
Pubblicato in Esteri
"La visita ci ha consentito di dialogare sui principali temi dell'agenda bilaterale e su quelli più urgenti della scena internazionale». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella conferenza stampa a Mosca dopo l'incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Poi, esprimendo il cordoglio dell'Italia per il recente attentato a San Pietroburgo, il capo dello Stato ha sottolineato come«c'è la convinzione della necessità sempre più ampia e determinata di una collaborazione di tutti i Paesi per combattere la barbarie del terrorismo». Mattarella ha quindi ribadito come fra Italia e Russia esiste«un dialogo positivo e costruttivo in tutti i settori, basato sulla stima reciproca». «Per la Siria c'è l'esigenza di trovare soluzioni condivise della crisi con un dialogo su vari livelli. Bisogna lavorare per una soluzione politica sostenibile sotto l'egida dell'Onu» ha sottolineato il presidente della Repubblica, per il quale«l'uso di armi chimiche o comunque bandite dalla Convenzione di Ginevra è inaccettabile. Auspichiamo che Mosca possa esercitare la sua influenza per evitare che si verifichino altri attacchi del genere» ha aggiunto Mattarella.«L'Italia è pronta a fare la sua parte sia in sede Ue e che in sede Onu» ha aggiunto. «I rapporti tra Russia e Italia sono eccellenti. Sono rapporti di amicizia solidi, testimoniati da tanti contatti politici, da una collaborazione economica, culturale, scientifica e tecnologica. È un'amicizia solida che resiste anche nelle difficoltà di contesto. Noi ci adoperiamo perché ci si renda conto da ogni parte che l'interesse comune comune supera le difficoltà» aveva detto in precedenza il capo dello Stato incontrando il primo ministro russo Dmitrij Medvedev. Mattarella ha sottolineato l'esigenza di«trovare soluzioni per risolvere le difficoltà e riprendere così l'espansione di tutte le potenzialità che l'amicizia tra Russia e Italia, tra Russia e Unione Europea può comportare. I nostri rapporti economici sono molto intensi, per noi la Russia è un partner strategico, speriamo che i nostri rapporti possano ulteriormente crescere, anche al di là del settore energetico».
Pubblicato in Politica
Prove di dialogo tra superpotenze. La Russia e gli Stati Uniti potrebbero elaborare una bozza di risoluzione congiunta sull'embargo commerciale contro il gruppo terrorista dello Stato islamico (IS), fuori legge in molti paesi, tra cui la Russia: Lo ha dichiarato il vice direttore del Dipartimento delle nuove sfide e minacce del ministero degli Esteri russo Dmitry Feoktistov. "Non stiamo lavorando - ha spiegato - su una bozza di risoluzione in questo momento, ma non e' la cosa piu' difficile, credetemi. Vorremmo in un primo momento ottenere il sostegno dei nostri partner principali, prima di tutto all'interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ... Ma se [Washington] e' pronta per questo, noi abbiamo una buona esperienza per l'elaborazione di risoluzioni comuni e la loro introduzione al Consiglio di sicurezza ". Feoktistov ha sottolineato pero' che gli approcci degli Stati Uniti non sono cambiati finora, quindi Mosca non potrebbe discutere di una tale risoluzione con nessuno. "Quando gli americani saranno pronti per il dialogo su tale problema - ha concluso -, noi siamo pronti ad incontrarli a meta' strada. Se non sono pronti, potremmo noi stessi proporre tale risoluzione ".
Pubblicato in Esteri
Dopo il terribile attentato alla metro di San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro giapponese Shinzo Abe durante una conversazione telefonica, hanno confermato la loro disponibilita' a cooperare nella lotta contro il terrorismo e hanno discusso la possibilita' di contatti personali in un prossimo futuro. Lo ha reso noto il servizio stampa del Cremlino. Abe ha espresso le sue profonde condoglianze alle famiglie e agli amici delle persone uccise nell'esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo e ha chiesto di trasmettere i desideri di una pronta guarigione ai feriti. "Il primo ministro giapponese ha fatto una dichiarazione pubblica su tale questione, nella quale ha sottolineato la solidarieta' con il popolo russo e ha preso atto della necessita' di un impegno piu' attivo della comunita' mondiale per contrastare il terrorismo e l'estremismo" si legge nella nota del Cremlino. I leader hanno anche discusso una serie di questioni bilaterali all'ordine del giorno, compresi i contatti personali a breve termine.
Pubblicato in Esteri
"Ho parlato del caso Navalny col ministro degli Esteri Sergey Lavrov. Ho posto la questione sia nell’incontro bilaterale col mio omologo, sia nella conferenza stampa. Ho manifestato la preoccupazione per quanto accaduto ed espresso la piena adesione alla linea dell’Unione Europea». Lo dice il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in un'intervista al Messaggero. "L'Europa - aggiunge - chiede di liberare senza indugio i manifestanti pacifici fermati, ai quali le operazioni della polizia hanno impedito di esercitare le liberta' fondamentali, fra cui quelle di espressione, associazione e riunione pacifica, inscritte nella stessa Costituzione russa". Alfano, che non ha "visto un rischio di destabilizzazione del sistema in Russia", ritiene necessario far proseguire il dialogo con Mosca.
Pubblicato in Esteri
Mercoledì, 25 Gennaio 2017 06:00

Sanzioni Russia, Ue decida con Usa

«L'Europa non deve rinunciare alla sua leadership e guardare in tutte le direzioni. Dobbiamo dare respiro ai Balcani, rafforzare la leadership nel Mediterraneo, difendere la Nato e collaborare con la Russia: è un attore globale, un partner affidabile nel rifornimento energetico e nella lotta al terrorismo. Occorre rilanciare il progetto europeo senza aver paura che qualcuno non partecipi». Lo afferma il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in un'intervista al quotidiano La Stampa in edicola oggi. Per Alfano «è l'ora della difesa comune europea. Sono degasperiano nel cuore e negli studi: nel 1954 è morto con nel cuore il dolore per non essere riuscito a ottenerla. Dobbiamo farla spiegando a Trump che la Nato è utile ma non più sufficiente. Quando fu concepita l'Alleanza Atlantica guardava a est, l'esercito europeo deve pensare soprattutto a Sud. La guardia di frontiera Ue è un passo avanti ma piccolo rispetto alle nostre esigenze». Quanto a Trump e ai suoi dubbi sul futuro della Nato, il ministro sottolinea: «Ho davanti agli occhi l'Unità del 6 novembre 1980. Titolo:«Inquietudine nel mondo per l'elezione di Reagan». Vedo troppi pregiudizi e pochi giudizi, soprattutto a sinistra. Il rapporto transatlantico è imprescindibile». Alfano propone «non una strategia multilaterale da convegno, ma pragmatica e attenta ai nostri interessi». A una domanda sulle sanzioni alla Russia, il titolare della Farnesina risponde: «Di certo non sono un meccanismo perpetuo a rinnovo automatico, semmai uno strumento per il rispetto degli accordi di Minsk. Però non possiamo rimanere ostaggi del paradosso per cui il Paese che più ha spinto per le sanzioni - gli Stati Uniti - fa la pace, e quelli che hanno pagato un significativo conto alle sanzioni - l’Ue e l'Italia - restano ostaggio delle sanzioni È come se noi pagassimo la bolletta e l'America poi accende la luce. Così non è possibile: come Europa dobbiamo proporre a Trump di decidere insieme».
Pubblicato in Esteri

Si accendono le luci sul complesso sistema delle adozioni internazionali. Di recente, alcune Regioni hanno adottato provvedimenti per aiutare le coppie impegnate nel percorso adottivo. Come la Liguria, che ha approvato il rinnovo della convenzione con l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali per il supporto delle coppie liguri nel periodo adottivo. Secondo i dati diffusi dall'Ente, nel primo semestre del 2015 le adozioni internazionali in Liguria sono state 81, in progressivo calo rispetto agli anni precedenti: nel 2014 100, nel 2013 erano 119, nel 2012 147 e nel 2007 circa 213. Ma, più in generale, le adozioni in Italia e nel Mondo sono in calo. In cinque anni i nuovi arrivi di stranieri in famiglia si sono quasi dimezzati: 1.410 nel 2010, 850 nel primo semestre del 2015. Tra principali cause che vengono individuate nel calo, ci sarebbero i costi da sostenere per l’intero percorso adottivo, peraltro non semplice. Dalle trasferte alle spese legali, dal traduttore al soggiorno all'estero ai quali si aggiungono altri esborsi, come quelli imposti dagli enti che si occupano della gestione delle pratiche, quelli necessari per i corsi di formazione che gli aspiranti genitori devono frequentare e così via. Secondo Aibi, l’Associazione Amici dei bambini, si devono mettere in conto dagli 11 mila ai 30 mila euro. Come la Liguria, l’Emilia Romagna ha analizzato i dati delle adozioni internazionali. È stato realizzato un dossier su 10 anni di adozioni dal quale risulta una consistente diminuzione delle adozioni: -35,7% tra il 2011 e il 2013. Nella Città metropolitana dai 75 bambini arrivati nel 2004, si è scesi a 49 nel 2010, fino a 38 nel 2014. Nel capoluogo, nel 2010 erano 20 i bimbi adottati dall’estero; nel 2015, solo 12. E la situazione potrebbe peggiorare se trovasse riscontro la notizia secondo la quale il difensore civico dell’Infanzia Pavel Astakhov starebbe spingendo per una moratoria dell’adozione dei bambini russi in Italia dopo il decesso di un bambino adottivo russo nel 2014. Significherebbe che 728 bambini russi non potrebbero più essere adottati.

m.d.m.

Pubblicato in Società
Mercoledì, 16 Dicembre 2015 01:00

La Turchia e la crisi con la Russia

Naman Tarcha, giornalista siriano, conduttore TV in Medio Oriente, ci chiarisce alcune questioni relative all'intervento della Russia in Siria.

Dott. Tarcha quali sono i prossimi interventi da parte della Russia e USA per quanto riguarda la questione siriana? 

"E' stato  appena annunciato un vertice tra Mosca, Usa e Onu per discutere la soluzione della crisi siriana. Il ministero degli esteri russo ha rivelato di aver ricevuto richiesta che sta valutando da parte del Segretario di Stato americano Kerry per una visita a Mosca.  Ancora una volta la Russia riesce a tenere in mano le reti di una della crisi più complesso del nostro secolo. 

L' intervento della Russia affianco a Damasco quali punti di forza ha garantito? 

"L'intervento Russo in realtà ha smascherato completamente le ambiguità della coalizione americana, l'immobilità europea, e sopratutto i Paesi che dichiaravano di combattere i terroristi, ma fornivano sostegno, armi e denaro agli stessi terroristi. L'intervento russo affianco a Damasco ha tanti punti di forza, il primo che é legittimo, perché é stato richiesto dalla Siria, a differenza della coalizione guidata da Usa, senza nè richiesta del Paese, nè mandato Onu. I russi sono alleati storici, conoscono bene il territorio, ma conoscono anche in fondo alcuni dei gruppi terroristici che combattono, dai ceceni agli afgani, e coordinando le operazioni con l'esercito siriano e suoi alleati sul campo, riescono a colpire esattamente gli obbiettivi, mentre quelli dei raid colazione Usa sono basati su info da fonti inattendibili e spesso falsi"

Quindi grazie ai Russi l'esercito siriano è' riuscito a conquistare nuove zone ?

"Esatto, con l'aiuto dei raid russi, l'esercito siriano é riuscito ad avanzare e riconquistare diverse zone occupate dai gruppi terroristici. Vorrei ricordare che un quarto della Siria é deserto, la popolazione é sopratutto nei centri urbani, controllate dal governo siriano, l'unica zona dove i terroristi sono ancora forti é sotto il confine turco, nel nord est, nord aleppo, Raqaa e deir elzor. Le operazioni ora sono concentrate nella provincia di Latakia, avanzamento lento, perché é una  zona complessa di montagne e foreste. L'esercito siriano si é avanzato in provincia sud Aleppo, liberando tanti villaggi, e continua dall'autostrada Aleppo/Damasco verso nord per liberare Idlib e proseguire dopo fino a Raqaa. Ci sono in corso operazioni per liberare le zone prov est di Homs fino a Palmira. La strategia é tagliare le vie di collegamenti tra i gruppi terroristici, isolandoli, e impedendo le rifornitore di armi e munizioni, raggiungendo grandi successi in poco tempo, anche se i media nostri non vogliono ammetterlo, dopo il crollo e la fuga dei terroristi da varie zone"

Ci sono informazioni riguardo al fatto che non arrivi nei nostri Paesi

"Esatto come il ruolo della Turchia che è' assimilato a crimine di guerra. Il ruolo della Turchia nel sostegno al terrorismo, non é un segreto, Mosca e Iran hanno rivelato perfino il coinvolgimento diretto del figlio del regime Bilal Erdogan in tutto ciò, ci sono immagini video e foto prove dei camion colpiti dai raid russi, che trasportavano petrolio siriano saccheggiato, altri camion che entravano dalla Turchia con a bordo armi e munizioni. Prove confermate dall'arresto dei giornalisti turchi che hanno pubblicato tutti i dettagli, ma ancora prima che la giornalista uccisa perché aveva scoperto questo traffico. Il regime turco Erdogan non ha mai nascosto le sue intenzioni espansive in Siria. Aleppo é ancora il suo sogno dell'impero ottomano."

La Turchia insomma ha fatto un doppio gioco? 

" Direi proprio di sì, da un lato aveva aperto i suoi confini ai Jihadisti provenienti da tutto il mondo, permettendo loro di entrare liberamente a combattere Damasco, basi logistiche, centri di commando, fornitura di armi, ospedali per curare i feriti dei terroristi. Dall'altra parte é stato il principale fonte di finanziamento dei terroristi attraverso la rivendita del petrolio siriano nel mercato nero, il saccheggio di intere fabbriche di Aleppo, smontate e rivendute ai turchi, traffico di opere d'arte e reperti saccheggiati dai siti archeologici e musei del nord, e infine il traffico di esseri umani, utilizzando i profughi come merce di scambio, per far pressioni politiche sull'europa, in cambio di posizioni più allineate e favori per il suo ingresso in Ue"

La promessa di pagare tre miliardi al regime turco é una pagina vergognosa, perché questo denaro pagato anche dai soldi delle tasche degli italiani, ma anche miei, sono sporchi di sangue dei siriani"

Cosa è' cambiato dopo l' abbattimento del caccia russo da parte della Turchia? 

"Oggi i giochi sono cambiati, l'errore turco di colpire Su24 russo, li ha costato caro, sia perdite economiche nel mercato russo, sia sul campo, con il dispiegamento del sistema missilistico russo S400, che impedisci qualsiasi intervento aereo russo , e spinge Mosca a continuare a sigillare il confine turco con la Siria, chiudendo per sempre le rifornitore di Jihadisti e munizioni, e fa svanire per sempre il sogno del regime Erdogan della nofly zone nel nord siriano"

Il  Portavoce del Cremlino, in questi giorni,minaccia direttamente Ankara e la invita a non compiere altri passi falsi. 

"La reazione di Mosca a differenza di quella turca non é stata isterica, ma calma e decisa, perderanno tanto i turchi, e questo potrebbe colpire Ankara nel cuore, ovviamente il cuore economico. Ipocrisia e ambiguità politica, invece sono le definizioni adatte a quello che stanno facendo i paesi europei. Continuare a castigare le vittime e premiare il carnefice. Europa premia Ankara, concedendo tre miliardi al regime turco, accusato di finanziamento al terrorismo e facilitatore del traffico di profughi siriani, mantenendo allo stesso tempo, embargo e sanzioni si a Mosca, l'unico paese a combattere realmente il terrorismo, sia sul popolo siriano, che subisce le conseguenze di un'embargo illegale e ingiustificato, che ha massacrato insieme al terrorismo l'intero paese. Bisogna che i popoli europei reagiscono a questo, almeno per dire Non a nome mio! "

Quindi la presenza della Russia è garanzia di equilibrio nel Medio Oriente?

La presenza della Russia, riporta un equilibrio che negli decenni é mancato in "Medio Oriente, Mosca ha giustamente interessi, e li difende, tutelando i suoi storici alleati. Oggi lo scenario é molto diverso, con il ritorno dell'Iran alla comunita internazionale, il ridimensionamento dell'Arabia saudita, malgrado sia principale alleato Usa é coinvolto nel finanziamento del terrorismo, con gravi accuse di violazioni e mancanza di diritti umani, oltre a problemi di conflitti interni ed economia non stabile, a causa del l'inflazione e crollo del petrolio. Tutto cambierà, il Medio Oriente dopo la guerra in Siria, non sarà come lo era prima"

Che succede ora?

"La guerra finisce quando i paesi fiancheggiatori dei terroristi smettono di finanziare armare e sostenere il terrorismo. Il resto lo faranno i siriani e loro amici e alleati veri. Ieri a Waer quartiere periferico di Homs, circa 2000 Jihadisti hanno deposto le armi, consegnandosi al governo per risistemare la loro situazione legale, altri 500 Jihadisti di AlNusra filiale di AlQaeda, a maggioranza stranieri, sono stati evacuati con loro famiglie verso il nord del paese, all'interno di un accordo di tregua raggiunta con l'esercito siriano, dichiarando cosi Homs completamente libera dai terroristi. 

Nessun processo politico mentre il paese é in guerra al terrorismo. Il problema é che una parte dell'opposizione siriana é sul libretto paga dei paesi che hanno fomentato la crisi, sperando di prendere il potere in pochi mesi.

La Siria resiste ancora dopo ci qui anni, e i siriani non accetteranno di concedere con i negoziati, ciò che non sono riusciti ad ottenere con il terrorismo. ce poco da fare, i siriani che hanno perso tutto e hanno resistito cinque anni, non accetteranno mai, se non una Siria laica e libera"

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Società
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