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Dall’Unione europea 130 miliardi alla Grecia

La Ue salva la GreciaAlla fine la Ue ha scelto di salvarsi, salvando la Grecia. Dopo una notte di intense trattative, all’alba di ieri l’Eurogruppo ha trovato la quadra, nonostante i diktat franco-tedeschi. C’è l’accordo sul nuovo pacchetto di aiuti ad Atene. Almeno per ora, quindi, è scongiurato il rischio dell’imminente default. Ci sono volute 13 ore perché si concludesse la riunione a Bruxelles dei ministri delle Finanze per concedere il maxi-prestito di 130 miliardi alla Grecia. Altra intesa, l’obiettivo debito/Pil al 2020 è stato fissato poco al di sopra del 120 per cento. L’impresa più difficile è stato convincere le banche esposte ad accettare una più marcata riduzione dei rendimenti del loro investimento in obbligazioni greche.
«L’accordo raggiunto dall’Eurogruppo garantisce la tenuta della Grecia nell’euro e le dà il tempo di tornare su un percorso di crescita sostenibile», ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker.
Però per il popolo grec non saranno rose e fiori. ll commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn infatti ha detto con chiarezza che la troika Ue-Bce-Fmi rafforzerà e renderà permanente la sua presenza ad Atene per sorvegliare l’applicazione del secondo programma. Insomma, la Grecia è commissariata (come richiesto dai “falchi” della Ue). Rehn ha aggiunto: «Gli Stati dell’eurozona hanno deciso di partecipare al secondo programma per la Grecia abbassando gli interessi sui prestiti concessi ad Atene». Pertanto l’Eurogruppo ha aumentato le perdite che i creditori privati subiranno dopo lo swap (cioè lo scambio di cassa) dei titoli.
L’accordo ha sancito che ci sarà una partecipazione più importante dei privati (Psi) per dare il via libera al secondo piano di aiuti per la Grecia. È previsto quindi «un haircut nominale (taglio volontario, ndr) del 53,5 per cento» sui bond nelle mani delle banche creditrici. Così è scritto nella dichiarazione finale del consiglio dei ministri finanziari dell’Eurozona che «considerano tale accordo una base appropriata per lanciare l’invito allo scambio dei bond del governo greco». Il Psi è «condizione necessaria» e l’Eurogruppo «attende con impazienza un’alta partecipazione dei creditori privati» definita «significativo contributo» alla sostenibilità del debito greco. Anche gli interessi sui prestiti del primo pacchetto di aiuti, i 110 miliardi decisi nel 2010, saranno tagliati per agevolare le autorità greche.
Dal canto suo, la Banca centrale europea rinuncerà ai profitti sui titoli del debito greco acquistati negli ultimi due anni redistribuendoli alle banche centrali nazionali che li gireranno ai rispettivi governi perché questi possano abbassare gli interessi del primo prestito.
Un’altra importante buona notizia è che il popolo greco un giorno rivedrà la luce fuori dal tunnel. Infatti, almeno secondo quanto stimato dagli esperti della Ue, dopo la perdita di 17 punti di prodotto interno lordo in quattro anni, la Grecia tornerà alla crescita nel 2014. «La previsione realistica», spiegano, è di un segno positivo del due per cento, «ben al di sotto della crescita registrata prima della crisi».

 

 
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