Troppi intrighi dietro il fermo dei due marò
Ormai è crisi diplomatica tra Italia e India. Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, i due marò della petroliera italiana Enrica Lexie accusati dell’omicidio di due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala sono stati condotti davanti al giudice. Latorre e Girone sono accusati di omicidio; la sezione 302 del Codice penale indiano stabilisce che tale reato può essere punito con l’ergastolo o la condanna a morte. La vicenda diventa sempre più complicata è si rafforza il sospetto che dietro la battaglia diplomatica tra Italia e l’India ci sia dell’altro. Qualcosa che certo non riguarda la morte dei due pescatori. Sui media locali la notizia tiene banco.
Fatto insolito, in un Paese-continente con oltre un miliardo di abitanti, dove l’uccisione di due pescatori non ha destato mai tanto scalpore. Gli indiani sostengono che a sparare siano stati due militari italiani. Un fattore che rende la notizia particolarmente appetibile e strumentalizzabile. Perchè? A guidare il principale partito indiano è un’italiana di nascita. Sonia Maino vedova di Rajiv Gandhi, già primo ministro.
I suoi avversari politici hanno spesso costruito le proprie campagne elettorali accusandola di fare più gli interessi della madre patria che dell’India. Un’accusa quantomeno fantasiosa ma che nel Paese ha un certo seguito. In questo momento, in alcuni importanti stati indiani (che è una repubblica federale) si stanno svolgendo le elezioni amministrative e in questa tornata elettorale sono impegnati anche molti candidati appartenenti alla dinastia Ghandi. Come spiegato sul Messaggero di lunedì da Francesca Marino, esperta commentatrice delle vicende indiane, «l’insolità inflessibilità mostrata dal governo di Nuova Dehli» nella gestione della vicenda sia un passo obbligati per Sonia Ghandi che, altrimenti, verrebbe accusata dai suoi rivali politici di voler favorire gli italiani invece di tutelare gli interessi del popolo indiano. Una preoccupazione confermata anche da Giulio Terzi.
Il ministro degli Esteri italiano teme che «le elezioni politiche e amministrative nello stato indiano del Kerala «che rischiano di poter avere qualche influenza sull’indagine e sulle autorità giudicanti». Che il clima tra Roma e Nuova Delhi sia infuocato lo conferma la notizia che un gruppo di un centinaio di persone appartenenti «a tutti i partiti» del Kerala ha inscenato una rumorosa manifestazione anti-italiana davanti alla casa del magistrato che ha interrogato due marò.











