La Germania scopre la “questione morale” cancelliera in difficoltà
La conferenza stampa c’è stata. A Berlino e non a Roma, però. A parlare non sono stati Mario Monti e Angela Merkel. È stato Martin Wulff, il presidente della repubblica e fedelissimo della cancelliera tedesca, a doversi presentare davanti ai giornalisti per annunciare le sue dimissioni.
Merkel si è vista costretta ad annullare la visita in Italia prevista per ieri, in occasione della quale avrebbe dovuto incontrare il premier Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Come spiegano fonti del governo, la cancelliera ha telefonato a Monti per informarlo. Anche Napolitano ha ricevuto una telefonata dalla Merkel.
La decisione di annullare il vertice romano è dovuta all’evoluzione della crisi politica tedesca, che ha portato alle dimissioni del capo dello Stato (che in Germania ha un ruolo per lo più simbolico). Ieri mattina il capo dello stato ha annunciato il suo passo indietro, travolto dai favori ricevuti. Wulff si è difeso dicendo: «Il mio comportamento è stato corretto, sarò scagionato». Ha ricordato nel messaggio i temi che ha difeso durante il suo breve mandato: l’integrazione (fu sua la famosa frase: «l’islam appartiene alla Germania”) e la lotta contro l'estremismo di destra. Ha attaccato la stampa, dicendo che «le informazioni pubblicate negli ultimi mesi ci hanno ferito». Giovedì, la procura di Hannover aveva chiesto ufficialmente la revoca dell’immunità per Wulff, decisione che potrà essere adottata solo dal Bundestag (la Camera bassa del parlamento tedesco) riunito in seduta plenaria. La carriera politica di Wulff finisce qui, esiste ampio consenso su questo punto. Meno ovvie sono le conseguenze per il Governo di Merkel. A caldo, gli esperti si dividono su due posizioni. C’è chi prevede una crisi di stato e chi si limita a constatare che si tratta di un duro colpo per la coalizione di Governo già precaria.
A noi italiani potrebbe far sorridere ma la vicenda che è costata la carriera al presidente tedesco è questa. Wulff è accusato di aver ottenuto, quando ricopriva la carica di governatore della Bassa Sassonia, un prestito di 500 mila euro con un tasso di favore del 4 per cento da un imprenditore suo amico. Nelle ultime settimane, la magistratura ha scoperto che Wulff ha usufruito anche di tre pernottamenti in un albergo dell’isola di Sylte pagati da un altro uomo d’affari a lui vicino. Wulff si è dimostrato maldestro a dir poco nella gestione della vicenda. Indiscrezioni raccontano che ha minacciato il direttore del Bild Zeitung di non concedergli mai più un’intervista, nel caso avesse pubblicato la storia. Minaccia inutile ovviamente. Nelle ultime settimane il Presidente della della Repubblica Federale è stato fatto oggetto di nuove critiche. Il Partito liberale (che con la Cdu-Csu compone la maggioranza di governo) ha chiesto al capo dello stato di «trarre le dovute conseguenze», mentre un esponente della Csu di Monaco di Baviera ha dichiarato che «è inimmaginabile che un presidente della repubblica si rechi in procura». L’uscita di scena di Wulff è un durissimo colpo per la Merkel che non ha potuto fare altro che difenderlo: «Ho accolto le dimissioni con molto rammarico». Poi ha provato una difesa d’ufficio. «Lui si è dedicato con dedizione e grande impulso alla Germania, ha rappresentato sempre degnamente questo Paese, anche all’estero».
Per la Germania si tratta di una vera e propria rivoluzione politica. Un terremoto che avrà ripercussioni importanti anche sulla scena europea. Per cominciare, la Merkel ha dovuto telefonare a Monti per annunciare di dover rinviare la visita. «Si è trattato di una telefonata cordiale, durante la quale la Merkel ha assicurato di voler venire in Italia al più presto», hanno fatto sapere dal governo. Mentre da Berlino fanno sapere che il vertice potrebbe tenersi già la prossima settimana. I vertici tra i Italia e Germania stanno sembrano essere vittima di una maledizione politica. In appena un mese ci sono già stati due rinvii. È la seconda volta che un incontro tra Mario Monti e Angela Merkel a Roma viene annullato. Il 20 gennaio scorso, infatti, avrebbe dovuto tenersi nella Capitale un vertice tra il premier italiano, la cancelliera tedesca e il presidente francese Nicolas Sarkozy, ma venne rinviato per improvvisi impegni dell’inquilino dell’Eliseo legati alla politica transalpina.











