Si sprecano attestati di stima nei confronti del presidente del Consiglio
Si sprecano gli attestati di stima nei confronti di Mario Monti. Un minuto dopo la sua partenza da New York, al termine della prima visita ufficiale da presidente del Consiglio negli Stati Uniti, si sono iniziate a rincorrere dichiarazioni e le interviste dei più alti esponenti della politica internazionale e italiana che celebravano le doti del premier italiano, alcune particolarmente audaci.
«Sono sicuro che sotto la saggia guida del premier Mario Monti supererete i vostri problemi» ha dichiarato in un’intervista a La Stampa il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon. «L’emergenza ha creato difficili sfide per l’Italia ma il presidente Monti – ha aggiunto - ha l’esperienza teorica e pratica per vincerle».
È stata poi la volta dell’ex ambasciatore americano, Richard Gardner intervistato da Il Messaggero, il quale ha posto l’accento sulla «accoglienza eccezionale» riservata al Professore e sul «successo notevole» che ha incassato. «In tanti anni di frequentazione della politica italiana - aggiunge Gardner - io non ho mai visto prima un’accoglienza altrettanto calorosa a Washington di una vostra missione. Certamente non Andreotti. Forse Cossiga, forse ci sarebbe da tornare ai tempi di De Gasperi per fare paragoni». L’ex ambasciatore ha alzato il tiro interpretando il pensiero della Casa Bianca: «L’amministrazione Obama intendeva chiaramente affermare il suo appoggio al governo Monti - afferma - e lanciare un monito contro i tentativi di esautorarlo». Un’ulteriore “blindatura” è arrivata tramite social network: l’Italia è l’alleato più forte degli Usa in Europa, si poteva leggere ieri su un tweet dell’ambasciata americana in Italia.
«L’ambasciatore Thorne sull’Atlantico con il Presidente Monti dopo storica visita in Usa. Italia si conferma nostro alleato più forte in Europa continentale», recitava il testo.
Sul fronte interno, fa meno scalpore ma va ugualmente registrata la celebrazione che ha riservato al premier il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, intervenendo telefonicamente al congresso regionale del partito in Friuli Venezia Giulia, in corso a Gorizia: «I riconoscimenti che Monti ha ricevuto nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti mi inorgogliscono e dimostrano che il mondo internazionale, l’Europa e Obama si sono resi conto che l’Italia è tornata» ha dichiarato il leader centrista. Sorprende invece che si sia espresso con concetti analoghi, se non addirittura più enfatici, l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini: «Sono fiero di un premier che, confermando un’alleanza storica, riesce pure a dare un messaggio rassicurante ai mercati» ha dichiarato l’esponente Pdl in una intervista al Piccolo. «Si è confermata - ha aggiunto - la linea del grande impegno euroatlantico di Berlusconi e mio, che Monti sa interpretare in modo eccellente con la sua riconosciuta onestà intellettuale. Tra il governo precedente e questo, tra le manovre di prima e le liberalizzazioni di oggi, si è imboccata una strada virtuosa che spiega il largo consenso pur in una fase di provvedimenti molto rigorosi». Nel pomerggio Frattini ha ribadito il concetto, intervenendo a una conferenza organizzata dalla Fondazione De Gasperi (quando si dice le coincidenze) di cui l’ex ministro è presidente: «Credo che gli Usa l’abbiano accolto già sapendo che avebbe dato messaggi importanti» ha rincarato Frattini, dopo essersi definito «uno dei più convinti sostenitori di questo governo. L’esecutivo va dove probabilmente saremmo dovuti andare noi, con azioni che erano nel programma del Pdl e che purtroppo per alcuni veti interni alla coalizione precedente non sono stati realizzati». Una presa di posizione netta, che pone l’esponente pidiellino in una posizione di avanguardia pro-montiana che fin qui, tra le fila del partito berlusconiano, non era ancora stata occupata da nessuno.











