la Discussione

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Esteri Adesso un segnale di fiducia

Adesso un segnale di fiducia

E-mail Stampa PDF

Il governo faccia un atto di coraggio investa sulla famiglia per rilanciare il Paese

Abbiamo puntato tutto sul rigore per mettere in sicurezza i conti pubblici. Intanto tariffe e tasse penalizzano le famiglie italiane. Adesso serve «un segnale di coraggio». Bisogna avere la forza «di investire sulle famiglie, sui giovani. Da loro passa il rilancio del nostro Paese», spiega il professore Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari. Dal governo sono arrivati segnali positivi ma adesso bisogna proseguire con azioni concrete.

Rincari, tasse e tagli al welfare. Professore, che anno sarà per le famiglie italiane?

Le previsioni parlano di nuove spese per una media di 2mila euro. Naturalmente la situazione cambia da caso a caso ma è chiaro che a pagare di più sono le famiglie con figli. Le manovre varate nel 2011, sia da Berlusconi, sia da Monti, contengono una serie di tasse indirette su chi consuma di più. Cioè le famiglie. È stato fatto un grande sforzo ma i provvedimenti sono tutti all’insegna del rigore. Certamente non sono manovre che si possono definire eque. Non ci sono misure per la crescita. Anzi, è abbastanza chiaro che ci saranno effetti regressivi.

Qual è il vostro giudizio sul “governo dei professori” guidato Monti?

Non diamo un giudizio sull’esecutivo ma sugli effetti della manovra. Come detto, sia quelle dell’esecutivo Berlusconi, che quella di Monti incidono pesantemente sulla disponibilità economica delle famiglie.
Giusto chiedere sacrifici in un momento come questo ma non possiamo non notare che i tagli alle spesa pubblica improduttiva, ai costi della politica sono troppo pochi. Bisogna fare di più. Per noi questo è un segnale grave. Ma siamo fiduciosi e restiamo in attesa di indicazioni che ci facciano capire se c’è la volontà di investire sui giovani. Perché è così che si rilancia l’Italia.

Ma segnali positivi ne avete visti?

Direi che qualcosa si è fatto. Penso, in particolare alle ultime modifiche all’Imu che prevede un ridimensionamento dell’imposta sulla prima casa, con una detrazione di 50 euro per ogni figlio a carico. È un segnale di attenzione verso le difficoltà delle famiglie italiane che chiedono maggiore equità. Ma bisogna proseguire su questa strada. Va rivista la spesa sociale, bisogna riformare il fisco mettendo al centro le famiglie con figli.

Non tutelare le famiglie vul dire indebolire “l’ammortizzatore sociale naturale” della nostra società.

Infatti. Le famiglie fanno grandi sforzi per sopportare la crisi ma la situazione sta peggiorando. I nuclei familiari più deboli, come quelli che hanno figli disabili, sono senza risorse. I servizi sociali sono stati tagliati. Il futuro è sempre più cupo. Manca un segnale di speranza, un segnale anche culturale.
Bisogna trovare il coraggio di investire sui giovani.
Il vero nodo per rilanciare il Paese è investire sulla famiglia, il futuro dell’Italia.
Bisogna puntare sulle persone, intese come risorse per lo sviluppo dell’Italia. Noi chiediamo questo al governo. Avere il coraggio di investire su chi garantirà il futuro del nostro Paese.

 

 
Leggi gli editoriali cliccando QUI e QUI e aderisci alla campagna "Adesso decido io"