la Discussione

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Editoriali La politica è l’unico vero argine alla finanza senza etica

La politica è l’unico vero argine alla finanza senza etica

E-mail Stampa PDF

La finanza neoliberista sembra essere entrata in un vicolo cieco e attua in più di un caso una specie di terrorismo economico internazionale.
L’affermazione, netta e senza sbavature, è di monsignor Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che, parlando ad un convegno del sindacato bancari della Cisl, ha aggiunto: «Esiste un pool di agenzie e istituti internazionali che dominano il sistema finanziario. Un leviatano, un mostro - ha proseguito - che svolge una funzione di destrutturazione della stessa economia reale, guidato solo dalle ideologia del risultato a breve e del profitto per il profitto».


Non ci sarebbe da aggiungere altro a queste considerazioni del prelato, che trovano un singolare punto di riscontro nelle sconcertanti ed arroganti tesi di un raider londinese, cioè di un manipolatore di capitali, che, intervistato dalla Bbc, ha sostenuto, in buona sostanza, che governi ed istituzioni sono ormai ininfluenti comparse in uno scenario dell’economia mondiale dove contano e pesano soltanto le strategie della speculazione internazionale.
Ci sembra che, a questo punto, la politica, quella con la “P” maiuscola, debba riscuotersi dal torpore e dal balbettio che la distingue, in Italia e in Europa, per riappropriarsi della funzione di guida che i popoli le hanno assegnato e abbia consapevolezza dell’abisso che potrebbe spalancarsi - e che è già visibile - fino a rendere inutili manovre dolorose sacrifici durissimi e a stravolgere così le basi stesse delle sovranità degli Stati e della stabilità delle democrazie.
Non è un’impresa da poco, perché richiede, in primo luogo, una presa d’atto del fallimento della pseudo ideologia, che ha affascinato anche settori della sinistra, sulle capacità infinite e rigeneratrici del mercato e, contestualmente, una rivisitazione di categorie della cultura politica che parevano desuete, accanto alla constatazione di come un’analisi profetica di quanto sta accadendo e una strategia che abbia al centro la persona siano tutte comprese e leggibili nella Dottrina sociale della Chiesa.
Per i cattolici italiani è scoccata l’ora di una nuova e forte iniziativa che non solo restituisca senso e vigore alla loro presenza sul terreno della politica, ma sia determinante per ricostruire, su basi nuove, la nostra democrazia. Per cominciare, va intanto superato ogni complesso verso scelte, quelle del governo dei tecnici nato in una condizione di grande emergenza, che talvolta peccano di una qualche presunzione illuministica.
Un primo esempio è stato quello degli emendamenti promossi, alla Camera, su alcuni aspetti odiosi riguardanti i pensionati di cui ci siamo già occupati nei giorni scorsi, a tutela delle fasce deboli della popolazione.

 

 

 
Leggi gli editoriali cliccando QUI e QUI e aderisci alla campagna "Adesso decido io"