È una settimana importante, quella appena iniziata, e che coincide con la riapertura delle Camere.
Importante per gli scenari europei, dove l’Italia, impegnata in una durissima opera di risanamento dei conti pubblici, dovrà farsi valere e d esprimere tutta la sua capacità di iniziativa per contenere e mitigare il rigorismo della cancelliera tedesca che rischia di disastrare le economie dei Paesi dell’area mediterranea e di incidere sulla stessa stabilità della moneta unica. Il presidente del Consiglio, che ha parlato di mano nella mano, per andare avanti, con la signora Merkel e Sarkozy, deve essere pronto a ritirarla, qualora fosse necessario, sapendo che i partiti che lo sostengono, dal Pd al Pdl, escludono che all’Italia possano essere richieste altre manovre, capaci di produrre automatismi recessivi inaccettabili.
Sempre in questa settimana, tornerà in primo piano il difficile rapporto fra governo e sindacati. Un rapporto che la ministra del Lavoro cercherà di porre su binari più percorribili, ma che dovrà misurarsi su scelte difficili in materia di ammortizzatori sociali, di riduzione del numero di contratti e di regole per i licenziamenti.
Per mercoledì prossimo è attesa anche la sentenza della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei referendum abrogativi dell’attuale legge elettorale, pessima per definizione comune. Qualunque sia il pronunciamento della Corte, sarà dovere dei partiti uscire dall’attuale stato di nirvana e assumere iniziative coraggiose con una nuova legge che restituisca ai cittadini, o attraverso le preferenze o attraverso collegi uninominali, la possibilità di scegliere i propri eletti.











