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la neve ci ricopre di vergogna

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Ci risiamo. Basta una nevicata, peraltro attesa da giorni, e gran parte dell’Italia, quella toccata dal maltempo, va in crisi o si blocca. Saltano decine di collegamenti ferroviari e stradali e sui convogli che viaggiano si rischiano non solo ritardi, ma allucinanti avventure al freddo e al gelo, con servizi inagibili, e disagi ai quali supplisce solo l’inventiva di qualche passeggero come quel cittadino di Pescara che, su un treno bloccato a Faenza, è riuscito a procurare da una sua parente, lì residente, pizzette ed acqua per gli sventurati compagni di viaggio.

Nella Capitale, cuore del Paese, pochi centimetri di neve hanno segnato, in breve tempo, una sostanziale eclisse di molte linee urbane e gravi disagi per cittadini lasciati allo sbando senza informazioni valide e mezzi capaci di riportarli nelle loro case. Una nuova catastrofe, ma una catastrofe annunciata per un sistema Paese che si dimostra inadeguato ad affrontare anche emergenze scontate. Eppure, non siamo un Paese tropicale e nevicate anche copiose sono una eventualità da tenere presenti. Basterebbe un po’ di previdenza da parte delle autorità competenti, meno approssimazione e meno arroganza.
Un obiettivo, anzi, un obbligo questo di civiltà, se vogliamo continuare a considerarci un grande Paese europeo.

 

 

 
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