C’è chi, piuttosto che pagare le tasse, preferisce farsi cavare un dente e chi, pur vivendo di estrazioni, ricostruzioni e pulizie, i tributi non li vuole proprio pagare. A San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, un affermato dentista ha omesso di denunciare al Fisco compensi per ben due milioni e seicentomila euro.
Gli 007 delle Fiamme Gialle sono arrivati a scoprire la “frode” grazie ad accertamenti specifici. Secondo gli investigatori - che hanno fornito al procuratore della Repubblica, Paolo Mancuso, tutti gli elementi per chiedere ed ottenere la concessione di un provvedimento di sequestro per equivalente dal Gip locale - dalle “carte” sarebbe emersa una sostanziale incoerenza tra la capacità contributiva dell’odontoiatra ed il suo tenore di vita.
L’uomo è risultato proprietario di immobili di pregio e auto di lusso e, stando agli accertamenti svolti, effettuava i propri acquisti presso boutique esclusive ostentando la propria ricchezza. I “verificatori” hanno incrociato i dati dei pazienti - che nelle rispettive dichiarazioni dei redditi avevano portato in detrazione le spese sostenute - con la posizione fiscale del professionista. Di qui la denuncia penale per omessa dichiarazione ed il sequestro di un fabbricato in pieno centro cittadino.
Evidentemente il “camice bianco” vesuviano, preso dalle frequenti e redditizie visite nel proprio studio, non ha avuto modo di seguire in tv o alla radio gli spot realizzati dal ministero dell’Economia, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. Né su di lui ha fatto presa la vasta eco delle ultime sortite a Cortina d’Ampezzo e nella Capitale.
Senza l’abnegazione del manipolo di finanzieri guidati dal colonnello Fabrizio Giaccone e dal capitano Maurizio Martone il “tesoretto” sarebbe rimasto sconosciuto al Fisco. Ci sono voluti diversi mesi, tantissima pazienza e la capacità di andare fino in fondo alle questioni.
Per stanare gli evasori occorre sì investire sulla prevenzione ma anche sostenere adeguatamente l’azione repressiva. Quando questo accade, come ha di recente ricordato il comandante generale Nino Di Paolo, i risultati non tardano ad arrivare. Ecco perché nel Rapporto “Italia 2012” Eurispes la fiducia dei cittadini nei confronti delle forze dell’ordine ha raggiunto vette molto più alte delle istituzioni rappresentative. A quando uno scatto di orgoglio della classe politica?











