Oltre il 50 per cento delle separazioni tra coniugi sono causate da problemi economici legati alla disoccupazione e, se a questo aggiungiamo l’allarme denatalità lanciato dal presidente Cei Bagnasco, è facile dedurre che il nemico da combattere non è la monotonia del posto fisso bensì la precarietà.
Il governo Monti si impegni a garantire certezza di continuità lavorativa che nulla ha a che vedere con il vecchio modo di intendere il posto fisso, bensì presuppone una politica di investimenti mirati alla ripresa economica del Paese, che consentano di affiancare alla flessibilità del lavoro la previsione di adeguati strumenti a sostegno della famiglia nei periodi di transizione. Tanto per non annoiarsi si riparta dal finanziare misure del welfare a sostegno delle giovani coppie e del reinserimento dei cinquantenni nel circuito lavorativo prevedendone adeguata formazione per un eventuale nuovo lavoro.











