L’austerità e i sacrifici che costituiscono la sostanza del cosiddetto decreto salva-Italia del governo, e che è legge vigente dopo il voto del Parlamento, non possono essere realizzati gravando i ceti più deboli non solo di ulteriori privazioni ma anche di adempimenti che, per alcune categorie, come quella dei pensionati, assumono aspetti incomprensibili e vessatori.
Proprio partendo da questa convinzione, che costituisce un aspetto essenziale dalla linea del nostro giornale, ho ritenuto di predisporre una proposta di legge, che intende cogliere uno degli aspetti più delicati del disagio sociale: quello dei pensionati costretti qualora il loro reddito sia appena ai limiti della sussistenza, ad aprire un conto corrente bancario postale, nel quale far confluire i loro modesti assegni, da gestire poi con carta bancomat o di credito, che costituiscono di per sé, come strumenti, un oggetto misterioso per molti anziani, specialmente per quelli che vivono in piccoli centri. Ho perciò proposto che i termini per l’obbligo all’apertura dei conti correnti, fissati al 7 marzo 2012, siano posticipati a giugno e che tale adempimento, come le movimentazioni successive siano assicurate gratuitamente, senza alcun onere, per i beneficiari. Beneficiari, il cui assegno di pensione non superi i 1500 euro lordi, e che ho individuato nei pensionati che abbiano compiuto 70 anni, nei portatori di handicap, negli invalidi civili.
Si tratta, a ben vedere, di misure di buon senso, che non inficiano la ratio della legge e che, in definitiva, alleviano cittadini anziani o non abili da oneri aggiuntivi oltre a quelli derivanti dal crescente aumento del costo della vita. È, quello da me proposto, un segnale di attenzione più che dovuto verso un area sociale già duramente colpita dalla crisi finanziaria e un ulteriore richiamo al dovere della politica di tornare in campo per sostenere, oltre la fredda strategia dei conti, le ragioni del bene comune.
Quel bene comune che sarà al centro dell’incontro che abbiamo organizzato per domani a Pescara e nel quale, guardando alle difficoltà delle famiglie e delle imprese minori, intendiamo approfondire idee, strumenti e iniziative per un ruolo, che sia protagonista, dei cattolici sul terreno della politica.











