Non c’è da illudersi o da minimizzare: il declassamento, da parte di una agenzia di rating americana, della nostra economia e di quelle di Francia, Portogallo e Spagna segna l’avvio della fase più acuta di un’offensiva speculativa partita da lontano e tendente a mettere in ginocchio l’euro o, comunque, a segnare l’inabissamento della moneta comune nella sua attuale fisionomia.
È francamente desolante che l’Europa subisca senza una reazione forte e decisa la determinazione di queste agenzie, espressione di interessi privati e strumento di una strategia devastante della quale sono sempre più chiari contenuti ed obiettivi.
Contenuti che sono quelli di una lettura francamente distorta e strumentale della condizione delle economie nostre e di altri Paesi e obiettivi che sono non solo quelli di speculare sul progressivo impennarsi degli interessi sul debito pubblico e al parallelo declino, nelle Borse, dei valori reali di aziende e di banche, ma di realizzare, a costi stracciati, la conquista di istituti di credito e di asset strategici per la fisionomia competitiva di un Paese come l’Italia.
Un disegno, nella sostanza, imperialista ed eversivo, che, mirando a destrutturare l’economia, colpisce al cuore la stabilità e gli equilibri politici e prepara il terreno a soluzioni estranee alle logiche della democrazia.
Occorre reagire e reagire con tutta la determinazione possibile, valutando che, in mancanza di questo, qualunque manovra, per quanto dolorosa e necessaria, di risanamento, diverrebbe insufficiente e verrebbe di conseguenza vanificato ogni disegno di ripresa e di sviluppo.
L’Europa, se c’è ancora, si svegli, definisca una linea comune incisiva e ferma, come chiede anche il nostro presidente della Repubblica, altrimenti non ci resterà che pensare che qualche governante sia solo un utile, forse inconscio, strumento nelle mani di potentissime lobby finanziare internazionali.
E si svegli la politica: di fronte al rischio che si profila, piccole contese e tatticismi di basso spessore segnerebbero il suo definitivo fallimento.











