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Le ombre sull’economia In evidenza

Pubblicato in Economia
15 Novembre 2018 di Antonio Falconio Commenta per primo!
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Ora ci sono solo da attendere le valutazioni della Commissione Europea sulla manovra finanziaria del governo, che proprio nelle ultime ore è stata definitivamente messa a punto in una riunione del Consiglio dei ministri ed inviata a Bruxelles. Già si registrano atteggiamenti apertamente critici ed ostili da parte di alcuni Paesi del nord Europa, a cominciare dall’Austria che sta gestendo l’ultima fase della sua presidenza di turno dell’Unione, e tutto lascia credere che sarà difficile, ma non impossibile, allontanare l’ipotesi di una procedura di infrazione da parte dell’Ue, non altrettanto severa, in passato, per analoghe scelte di altri Paesi. La scommessa, relativamente anche alla procedura di infrazione, sarà sulla capacità della manovra di restituire effettivamente dinamismo all’economia, riducendo contestualmente lo spread fra i nostri titoli di stato e quelli tedeschi, che, se dovesse decollare verso quota 400, diverrebbe difficilmente sostenibile. Ed è proprio sugli strumenti più validi per sostenere il rilancio dell’economia che si innesta, nella maggioranza, il problema di una linea di frizione fra M5S e Lega: una frizione che riguarda se procedere speditamente nel completamento o nella realizzazione di grandi opere a cominciare dalla Tav, dalla Pedemontana veneta e dal Mose di Venezia, come sostiene la Lega, o metterne in dubbio l’utilità o la realizzazione come sostengono i pentastellati. Su questo punto, l’approccio al realismo del gruppo dirigente dell’M5S trova però un ostacolo e un freno nell’esistenza di una frangia interna che contesta nel merito scelte come quelle in materia di sicurezza o di accantonamento delle riserve sulla TAP, il gasdotto che avrà un’importanza notevole per il nostro approvvigionamento energetico. Una frangia già venuta allo scoperto nella conversione del decreto riguardante la ricostruzione ad Ischia, ma che è probabilmente l’avanguardia di un’area più consistente, che fa riferimento al Presidente della Camera Fico, e all’ex parlamentare Di Battista, esule volontario (per ora) in centro America. L’indebolimento della ripresa economica e l’evidenza delle fibrillazioni interne alla’M5S non costituiscono certo un incentivo per risparmiatori e per investitori, e pongono problemi che la maggioranza giallo-verde deve risolvere, se vuole durare.

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