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Per 32% italiani situazione economica peggiorata In evidenza

Pubblicato in Economia
16 Luglio 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Il 32% degli italiani giudica peggiorata la propria situazione economica e il 24% si sente più vulnerabile di un anno fa. La forbice economica si allarga e avere un lavoro non protegge più dai rischi di povertà. E’ quanto emerge da un’analisi effettuata da Fondazione Di Vittorio e Tecnè su “Fiducia economica, diseguaglianze e vulnerabilità sociale” aggiornata al secondo trimestre 2017. Dati che non stupiscono visti i livelli ancora elevati di disoccupazione, il numero altissimo delle persone in povertà o che rinunciano a curarsi per mancanza di mezzi. A questi si aggiunge quell'area di«fragilità economica e sociale» prevalentemente composta di persone che hanno un reddito appena sufficiente a tirare avanti e che rischiano di scivolare verso condizioni di povertà o semi-povertà di fronte a eventi improvvisi come una separazione o una grave malattia.Lo stesso andamento riguarda anche le attese per il futuro, con la quota di«pessimisti»decisamente più alta di quanti si attendono un miglioramento della propria condizione. La permanenza dell'indice sotto quota 50 (condizione di stabilità) deriva dal fatto che quanti continuano a peggiorare la propria condizione economica sono ancora molti di più di quanti, invece, la migliorano. Dopo un periodo così lungo, il permanere di condizione difficili per una quota consistente di popolazione, non può che portare a un pessimismo sulle attese per i prossimi dodici mesi. Il 20% degli intervistati, infatti, teme un ulteriore peggioramento delle proprie condizioni economiche nel prossimo futuro, il 70% pensa che non cambierà nulla e solo il 10% si attende un miglioramento, con l'indice specifico che scende di un punto rispetto al trimestre precedente (da 48 a 47). In questo quadro solo il 4% si sente economicamente e socialmente più«sicuro»rispetto a un anno fa, mentre il 24% si sente più vulnerabile e fragile. Nel complesso solo il 22% vive una condizione di serenità economica e sociale, il 46% dichiara di trovarsi in una condizione di equilibrio instabile e il 32% vive costanti o gravi difficoltà economiche. Il lavoro svolge ancora un effetto positivo, ma in modo meno accentuato rispetto al passato. Se, infatti, fra i lavoratori dipendenti scende al 20% la quota di chi si ritiene con difficoltà economiche, sale invece al 58% la percentuale di coloro che dichiarano di sentirsi poco tranquilli, in equilibrio instabile. Si tratta di un fenomeno più volte denunciato ma che trova un'ennesima ed evidente conferma in questi dati di un lavoro che si impoverisce e si precarizza contribuendo, sulla base di questa condizione reale, a creare un generale effetto di scarsa fiducia fortemente basato anche sul crescere delle diseguaglianze. Diseguaglianze che tutti riconoscono essere uno dei fattori della grande crisi, ma che anche questi dati confermano, essere ancora oggi un fattore fondamentale di freno, con ben il 71% di chi si considera in gravi difficoltà economiche che dichiara che la propria condizione economica è ulteriormente peggiorata rispetto a un anno fa mentre circa un quarto di quanti vivono una condizione economica serena dichiara di averla migliorata. L'ascensore sociale rispetto al periodo pre-crisi si è bloccato per il 55% delle persone. Sale per un ristretto 7% che dichiara di aver migliorato la propria condizione ma scende per il 38% degli intervistati.

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