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Corepla: da economia circolare in 10 anni indotto industriale per 3 miliardi In evidenza

Pubblicato in Economia
16 Aprile 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Oltre 7 milioni di tonnellate di CO2 in meno nell'aria, 3,3 milioni di tonnellate di imballaggi recuperati, una sensibile riduzione del ricorso alla discarica (nel 2015 lo 0,8%), 668 milioni di euro di fatturato derivante da vendita di materia prima recuperata, e infine un indotto industriale stimato in 3 miliardi di euro. Sono alcuni dei vantaggi per la collettività in 10 anni (ricerca Althesys 2014) derivanti dall'economia circolare, la cui evoluzione più recente vede nel riciclo della plastica la creazione di valore condivisonche comporta positive ricadute industriali, economcihe e occupazionali. Proprio le nuove frontiere dell'economia circolare sono il tema del convegno organizzato da Corepla e Legambiente "L'economia circolare conviene. L'industria del riciclo della plastica come vantaggio competitivo in Italia e in Europa", che ha visto la presenza, tra gli altri, del ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti. "L'economia circolare conviene all'Italia perché il nostro Paese è leader a livello mondiale nelle tecnologie di riciclo. Il contributo del settore, nella bilancia commerciale è di tutto rispetto e si creano posti di lavoro. Inoltre i benefici ambientali derivati dal riciclo e dal gestione ottimale del fine via degli imballaggi in plastica, comportano meno emissioni e minor consumo di risorse e suolo oltre alla riduzione del marine litter", afferma Antonello Ciotti, presidente di Corepla, nel sottolineare come l'economia circolare conviene alle aziende. "Corepla mette a disposizione delle aziende trasformatrici di materie prime seconde di qualità a costi inferiori rispetto al vergine, un fattore di competitività per le imprese. Per le aziende riciclatrici - prosegue - vengono inoltre selezionati 15 flussi diversi di imballaggi provenienti dalle raccolte differenziate, un record in Europa. Infine l'economia circolare comvuene ai cittadini: una raccolta differenziata di qualità può permettere ai comuni la riduzione delle tariffe. Corepla - conclude Ciotti - nel 2016 ha riconosciuto ai comuni 279 milioni di euro a copertura dei maggiori costi di raccolta differenziata. Inoltre, vorrei sottolineare che Conai in collaborazione con Corepla ha introdotto un contributo ambientale differenziato. In pratica gli imballaggi in plastica più facilmente selezionabili e riciclabili verseranno un contributo ambientale inferiore". Secondo il Fin al Report "Marine litter study to support the establishment of an initial quantitative headline" di Arcadis, l'economia circolare e lo sviluppo della filiera di riciclo sono fondamentali anche per combattere il fenomeno del marine litter. Con l'adozione degli obiettivi Ue, l'aumento del riciclo dei rifiuti e del packaging, la riduzione e l'eliminazione delle discariche infatti, si avrebbe la massima riduzione del marine litter (-35%) e una sostanziosa riduzione dei costi, che potrebbe arrivare a 168 milioni di euro l'anno. Nello specifico, se si aumentasse nei comuni la raccolta e dunque il riciclo dei rifiuti, ci sarebbe anche una riduzione di quelli marini del 7,4% e una riduzione dei costi di 35 milioni di euro. Secondo il monitoraggio di Goletta Verde, nei mari italiani buona parte dei rifiuto galleggianti è costituito da plastiche abbandonate in mare. Tra le cause principali del problema, la cattiva gestione dei rifiuti urbani da parte dei comuni a cui si aggiungono l'abbandono consapevole da parte dei cittadini e le attività produttive, tra le quali la pesca risulta essere responsabile del 46% dei rifiuti monitorati.

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