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Alleanza Agroalimentare: con il maltempo produzione rovinata In evidenza

Pubblicato in Economia
26 Gennaio 2017 di Maurizio Piccinino Commenta per primo!
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Effetto maltempo, migliaia di ettari agricoli colpiti, e tanti lavoratori stagionali rimasti senza occupazione e reddito. A fare i conti è Alleanza Agroalimentare, che segnala come in tutta la penisola, tra neve al centro sud, pioggia in Calabria e Sicilia, e siccità al nord, sono stati distrutti centinaia di migliaia di ettari con produzioni printer per il raccolto. Solo al sud 30 mila ettari tra agrumeti e ortaggi sono ora inservibili, mentre sono rimasti a casa 5 mila stagionali.«Si protrarrà ancora per almeno una decina di giorni il fermo delle consegne sui mercati nazionali dei prodotti ortofrutticoli provenienti dalle regioni del Mezzogiorno duramente colpite dall’ondata di maltempo» segnala Alleanza Agroalimentare,«sono infatti almeno 30mila gli ettari di coltivazioni ortofrutticole e agrumicole attualmente compromessi dal gelo» a far sentire la voce delle imprese è Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, che parla dei danni causati dal maltempo alle coltivazioni agricole e dei problemi occupazionali avuti,«a causa di temperature che hanno raggiunto anche i meno 10 gradi che hanno distrutto le produzioni di carciofi, broccoli e sedano e danneggiato anche quelle di cavolfiori, broccoli e cucurbitacee. Ancora da quantificare infine i danni delle coltivazioni arboree a risveglio vegetativo primaverile come pesche, mandorle e ciliegie». Non va meglio per il comparto lattiero-caseario, dove secondo le stime dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, risulta a rischio il ritiro del 35% della produzione di latte del centrosud.«Ma è tutto il comparto agroalimentare» prosegue Giorgio Mercuri,«nel suo complesso a risentire del brusco calo delle temperature, con ricadute molto pesanti anche sul versante occupazionale. A causa del mancato raccolto, le strutture di lavorazione di molte nostre cooperative sono di fatto ferme e ci sono almeno 5.000 operai stagionali attualmente costretti a casa, con conseguente riduzione del numero di giornate lavorative indispensabili dal punto di vista contributivo».

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