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La guerra delle rate da pagare

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Disoccupato l’8,9 per cento degli italiani


La crisi diventa emergenza sociale: un giovane su tre in Italia è senza lavoro (31 per cento, in aumento di tre punti su base annua). Nel complesso, rileva l’Istat, a dicembre la disoccupazione è salita all’8,9 per cento, ai massimi da gennaio 2004, cioè da quando esistono le serie storiche mensili. Il numero dei disoccupati raggiunge quota 2,243 milioni, con un aumento dello 0,9 per cento rispetto a novembre (20mila unità), dovuto esclusivamente alla componente maschile. Il tasso di occupazione, invece, è pari al 56,9 per cento, stabile nel confronto congiunturale e in diminuzione in termini tendenziali di 0,1 punti percentuali. Nel dettaglio, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,2 per cento (-34 mila unità) rispetto al mese precedente.
Il tasso di inattività quindi si posiziona al 37,5 per cento, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti su base annua. La disoccupazione maschile cresce del 5,1 per cento rispetto al mese precedente e del 15,1 su base annua; il numero di donne disoccupate diminuisce rispetto a novembre del 3,9 per cento, mentre aumenta del 6,2 in termini tendenziali. Il tasso di disoccupazione maschile cresce di 0,4 punti percentuali nell’ultimo mese, portandosi all’8,4 per cento; quello femminile segna una flessione di 0,4 punti e si attesta al 9,6. Pertanto, rispetto all’anno precedente, il tasso di disoccupazione maschile sale di 1,1 punti percentuali e quello femminile di 0,4 punti percentuali. L’inattività, invece, diminuisce dello 0,2 per cento in confronto al mese precedente. Rispetto a dodici mesi prima gli inattivi diminuiscono dell’1,2 per cento. Altro segnale preoccupante, cala ancora l’occupazione nelle grandi imprese. A novembre al netto della stagionalità e al lordo dei dipendenti in cassa integrazione è diminuita dello 0,1 per cento rispetto a ottobre. Al netto dei dipendenti in cig invece si registra un calo dello 0,4 per cento. A novembre la retribuzione lorda per ora lavorata (al netto della stagionalità) diminuisce rispetto al mese precedente del 2,0 per cento. In termini tendenziali l’indice grezzo aumenta dello 0,7 per cento. Rispetto a novembre 2010, la retribuzione lorda per dipendente (al netto dei dipendenti in cig) diminuisce dello 0,4 per cento e il costo del lavoro dello 0,3. Nel periodo gennaio-novembre la retribuzione lorda per dipendente (al netto dei dipendenti in cig) aumenta rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dello 0,7 per cento, mentre il costo del lavoro cresce dello 0,9.
Numeri preoccupanti, in linea con la tendenza negativa della Ue, tanto che un portavoce della Commissione europea chiede di agire subito, perché è «inaccettabile che ci sia un livello così allarmante di giovani senza lavoro». Cifre drammatiche quelle italiane, che fanno lanciare l’ennesimo allarme alle parti sociali: la crisi economica, il crollo dei consumi, le misure repressive - in primis l’aumento delle tasse, che depaupera le famiglie già in difficoltà – imposte dall’Unione europea e varate dal governo Monti con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio sono tutti fattori che di certo non aiutano l’occupazione. I sindacati fanno presente che senza la cassa integrazione il tasso dei disoccupati sarebbe oltre il dieci per cento, intorno ai tre milioni di unità. Le Acli pertanto tornano a chiedere a gran voce un piano straordinario per la disoccupazione giovanile. Dal canto suo, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, assicura che la disoccupazione è la sua «principale preoccupazione». «Vorrei che la gente lavorasse - afferma con toni lapalissiani – la riforma del mercato del lavoro la pensiamo per aumentare l’occupazione».
Per Giampiero Catone «il reperimento di risorse economiche per fronteggiare la grave crisi occupazionale che attraversa il nostro Paese è la vera priorità della fase due del Governo Monti, e gli otto miliardi di Fondi europei sono l’unica risorsa immediatamente accessibile a cui attingere». Ecco perché il parlamentare di Popolo e territorio fa sapere che chiederà al premier Mario Monti «l’istituzione di una cabina di regia di esperti che possano indirizzare e semplificare l’accesso ai fondi da parte delle Regioni e dei privati considerato il fatto che l’Italia manifesta ancora gravi gap tecnici per l’utilizzo di tali fondi e che la scadenza 2013 è sempre più vicina». Catone, membro della commissione Bilancio della Camera, sottolinea il fatto che «l’Italia non può permettersi di perdere la possibilità di sfruttare i quattro miliardi e mezzo di Fondi regionali ed i tre miliardi e mezzo di Fondi strutturali, poiché la credibilità del nostro Paese agli occhi dei partner europei passa soprattutto per la dimostrazione di saper utilizzare con competenza e trasparenza i fondi».

 

 
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