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Difendere i campi

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Italia e Unione europea sostengano l’agricoltura

Bisogna sostenere e difendere il settore agricolo, soprattutto nel difficile momento che il nostro Paese si trova a dover affrontare. Un settore importante e rappresentativo dell’Italia che vede le imprese agricole italiane vivere una fase di grande emergenza, non solo a causa dei costi produttivi e contributivi, che con la manovra del governo Monti e con gli irrefrenabili rincari del gasolio, continuano a crescere in maniera preoccupante e insostenibile, non solo per via dei prezzi sui campi non più remunerativi, ma anche a causa dei debiti, dalla contrazione del credito bancario e dalle “ganasce tributarie”, inoltre il mancato completamento dei pagamenti dei sostegni Pac mette sempre più in difficoltà la sopravvivenza di queste imprese agricole.


«Da una prima valutazione le circa 600 pagine della Politica agricola comune (Pac) sembrano essere poco adeguate e ancora lontane dalle grandi sfide che gli agricoltori stanno affrontando». Questo il primo commento di Paolo De Castro, da pochi giorni rieletto presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, intervistato sui temi sui quali l’Unione europea è chiamata in queste settimane a scrivere il futuro dell’agricoltura dei 27 Paesi membri. «Con la presentazione delle proposte legislative della Commissione esecutiva il processo di ridefinizione della politica agricola comune è entrato definitivamente nel vivo», sottolinea De Castro che ricorda come «in tale contesto le modifiche che saranno introdotte attraverso il processo di codecisione che vede Parlamento e Consiglio Ue, per la prima volta nella storia della riforma della Pac sullo stesso livello legislativo, dovranno essere rispondenti alle istanze dell'agricoltura europea e, nello specifico, di quella italiana». «Più flessibilità per fronteggiare le emergenze di mercato, meno carico burocratico per gli operatori, una Pac più snella e semplice, maggiori garanzie per la sostenibilità ambientale a patto che sia garantita la sostenibilità economica delle nostre aziende», insieme al «progresso tecnologico», queste sono per De Castro le chiavi per garantire «un settore centrale dell'economia dei territori dell'Unione Europea» un comparto esteso e cruciale nel quale «le circa 14 milioni d’aziende agricole presenti nell’Ue gestiscono il 45 per cento della superficie complessiva, con quasi 30 milioni di persone di addetti». Per il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo il «grosso problema a livello globale» è rappresentato dal fatto che la «domanda alimentare cresce più dell'offerta». È importante quindi «incrementare la produttività con minori risorse e inquinando meno: questa è la sfida che il settore primario europeo avrà di fronte nei prossimi anni» .
Per risolvere la crisi del settore agricolo secondo Confagricoltura, che richiama le istituzioni a prestare più attenzione alle difficili condizioni di vita delle imprese agricole italiane, «vanno rimossi sollecitamente tutti gli impedimenti che non permettono alle imprese di ottenere risorse finanziarie che sono indispensabili» La Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana chiede quindi al ministro per le Politiche agricole di risolvere il problema nei tempi piu rapidi possibili. Un altro parere è invece quello del presidente della Cia, (Confederazione italiana agricoltori) Giuseppe Politi, fortemente preoccupato per la situazione vissuta dalle campagne del nostro Paese, secondo il quale se si continua così «migliaia di agricoltori rischiano di finire nelle mani dell’usura e della criminalità organizzata». «Ormai in agricoltura - avverte Politi - si investe sempre di meno. Mutui e prestiti vengono erogati con il contagocce, mentre debiti e sofferenze sono in forte crescita. Per gli agricoltori l’accesso ai finanziamenti bancari sta diventando un vero e proprio incubo. Non solo. Le richieste di rientro dal credito continuano a crescere; le istruttorie sono severissime; le garanzie hanno ormai raggiunto livelli assurdi. E tutto ciò significa rubinetti chiusi per qualsiasi progetto di ristrutturazione, di riconversione, di sviluppo.
Una situazione sempre più allarmante che costringe gli imprenditori agricoli a rivolgersi ad altre fonti finanziarie e molti di loro, purtroppo, sono caduti anche nelle mani degli usurai, dei racket, della criminalità organizzata». «Uno scenario - aggiunge il presidente della Cia- reso ancora più drammatico dalla «ganasce tributarie e dai pignoramenti». «Siamo in presenza di un’assurda vessazione che sta mettendo alle strette tantissime aziende agricole, impossibilitate a operare con la dovuta efficacia imprenditoriale e allontanate sempre di più dal mercato. esigenze degli agricoltori».

 

 

 
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