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Scuola, Anief: «Vice presidi impossibili da nominare, ricorsi specifici» In evidenza

Pubblicato in Cultura
13 Marzo 2018 di Redazione Commenta per primo!
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Secondo l'Anief i vicari dei presidi "continuano a scontare gli errori della Legge 107/2015: a due anni e mezzo di distanza dall'approvazione della discussa riforma della Scuola, infatti, sindacati e amministrazione sono ancora costretti ad escogitare delle soluzioni per aggirare il comma 83 della Buona Scuola, in base al quale il collaboratore o vicario (con esonero o semi esonero) va individuato nell'ambito del 10% di personale dell'organico dell'autonomia che coadiuva il dirigente scolastico al fine del buon funzionamento organizzativo e didattico della Scuola. Questo significa che non e' possibile ottenere l'esonero annuale dalle lezioni in tutti quei casi, purtroppo frequenti, in cui la classe di concorso del posto di potenziamento concesso dall'Ufficio Scolastico Regionale non corrisponde a quello chiesto per far scattare l'esonero". Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. Osserva come "i danni di certi legislatori e dei politici che considerano la scuola uno spreco, si stanno rivelando fatali: costringere l'amministrazione a escogitare delle soluzioni d'emergenza per ovviare ai bug creati dai vari Governi e' l'emblema di quanto siano fallimentari. Si e', di fatto, cancellato un ruolo fondamentale per le scuole, quello del vice preside, per introdurre una procedura cervellotica e senza benefici. Tra l'altro, si e' andati a creare tale situazione in un momento particolarmente difficile per la gestione delle scuole, perche' quelle in reggenza sono a oggi circa 1.500. E a settembre, a seguito dei prossimi pensionamenti, un istituto su tre non avra' il suo preside, dopo che uno su quattro e' stato accorpato o cancellato negli ultimi dieci anni dai tagli della politica, a partire dal DPR 89/2009, che ha dato disposizioni per tagliare di un terzo le strutture scolastiche con autonomia".

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