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L’hashtag #notinmyname non conquista i social In evidenza

Pubblicato in Attualità
23 Novembre 2015 di Elisa Angelini Commenta per primo!
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#notinmyname non entra nella top Twitter trend. L’hashtag lanciato in occasione della manifestazione, organizzata dalle associazioni di musulmani italiani, non sfonda sui social network nonostante la copertura media, in particolar modo quella televisiva, sia stata molto ampia. L’analisi arriva da IlSocialPolitico.it, primo “social magazine” che indaga sull’attività 2.0 di politica, influencer e fenomeni sociali.  Se si prova poi "a paragonare l'impatto della propaganda dell'Isis sui social network con la risposta data dall'islam moderato il confronto e' impietoso", evidenzia IlSocialPolitico.it. #notinmyname ha viaggiato a una media di circa 408 tweet l’ora: un risultato buono ma ottenuto soprattutto grazie ai contenuti postati all’estero e quindi non direttamente collegabili alle manifestazioni andate in scena sul territorio italiano. In Italia l'argomento #notinmyname alla fine della giornata di sabato e' risultato infatti solo il 14esimo #hashtag più twettato nel nostro Paese. Scavalcato anche dall’argomento calcistico Real Madrid – Barcellona. A ciò si aggiunge anche che  i profili ufficiali delle associazioni organizzatrici della manifestazione "sono stati molto tiepidi nella comunicazione, ottenendo un livello di coinvolgimento tra i propri follower davvero basso". "L'Ucoii addirittura non ha aggiornato il suo accont Twitter per mandare un messaggio di solidarietà alla manifestazione o alle vittime della strage di Parigi, restando fermo al 28 ottobre.  Le parole chiave piu' citate nei singoli tweet su #notinmyname sono state "excuse" (scuse) e "faith" (fede)". Tutti tag non italiani che testimoniano la non viralità del topic. Del resto l'hashtag in questione non e' stato creato ad hoc per l'evento di sabato ma subito dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre. "Il fatto che nessuna parola italiana sia riuscita a far breccia nel topic, nonostante quasi tutti i principali influencer italiani (Repubblica, Skytg24, il Corriere della Sera) abbiano twettato sull'argomento, testimonia il fallimento dell'iniziativa", sentenzia il social magazine. 

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