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Nomine all’Agenzie delle Entrate, vertenza infinita In evidenza

Pubblicato in Attualità
12 Novembre 2015 di Francesca Romana Falconio Commenta per primo!
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Ancora una volta finisce nel mirino l’Agenzia delle Entrate. Il motivo? Il tentativo, a dire della Dirstat, di aggirare gli effetti della famigerata sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato nulle le nomine dirigenziali effettuate senza concorso, mettendo in aspettativa taluni funzionari e conferendo agli stessi l’incarico di dirigente esterno.

Sul punto il vicesegretario generale, Pietro Paolo Boianom ha chiesto un parere al professore Raffaello Capunzo. L’articolato del giurista non lascia adito a dubbi: “il sistema che si  vorrebbe adottare è un abuso di diritto e viola il principio secondo il quale all’elevato rango di dirigente nel pubblico impiego si accede mediante concorso”. Questa prassi, però, “vanifica gli effetti di una sentenza del Giudice delle leggi e infrange i principi di uguaglianza, imparzialità, parità di trattamento e buona amministrazione, su cui si fonda la Carta”.

Del resto, ricordando la giurisprudenza della Corte dei Conti e le norme vigenti in materia, il docente universitario sottolinea che il conferimento degli incarichi a soggetti esterni è consentito solo quando è risolto a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale sempre che non siano rinvenibili nei ruoli dell’amministrazione.

Insomma si sta per aprire l’ennesimo contenzioso. Una domanda sorge spontanea: chi pagherà i costi della ostinazione dell’Agenzia delle Entrate? E il Governo? 

“Nei giorni scorsi – commenta il vicesegretario generale Boiano - è stata presentata una interrogazione a risposta immediata presentata in commissione dal deputato Daniele Pesco che ha denunciano le anomalie del sistema, ma il governo ha risposto, de relato, citando la posizione dell’Agenzia delle Entrate, senza assumersi le dovute responsabilità, in modo inadeguato, insoddisfacente e privo di qualsivoglia fondamento logico, etico e giuridico, determinando con un simile atteggiamento un marasma in tutti gli uffici dell’Agenzia. È evidente che occorrerà ricorrere alla magistratura”.

 

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