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Niente cellulari, da Anas e Polizia Stradale la campagna “Guida e basta” In evidenza

Pubblicato in Attualità
31 Maggio 2016 di Giuseppe Picciano Commenta per primo!
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La sindrome dell’esclusione è un fenomeno sociale sempre più diffuso e induce a controllare il cellulare in media 150 volte al giorno, una volta ogni sei minuti, ma che rischia di diventare pericolosa quando si guida. Scrivere un messaggio equivale a circa 10 secondi di distrazione e a percorrere 300 metri senza guardare la strada; un selfie distrae dalla guida per 14 secondi e significa guidare per 400 metri alla cieca; per consultare un social network ci vogliono 20 secondi, cioè attraversare cinque campi di calcio al buio a una velocità di 100 chilometri all’ora. In sostanza, il rischio di incidente per chi utilizza il cellulare durante la guida è fino a quattro volte superiore rispetto a chi non ne fa uso. Per sensibilizzare gli automobilisti sui pericoli che si corrono utilizzando uno smartphone mentre si guida, nasce la nuova campagna di sicurezza stradale “Se non rispondi, non muore nessuno. Quando guidi, guida e basta”, promossa dall'Anas e dalla Polizia di Stato, presentata nei giorni scorsi a Roma. Testimonial è La Pina, rapper e voce storica di Radio Deejay, che è anche partner dell'iniziativa. L’obiettivo della campagna, pensata per essere diffusa su web, social network e radio, è quello di parlare in maniera chiara e diretta agli automobilisti. Uno spot mostra le possibili gravi conseguenze derivanti da comportamenti scorretti, usando tuttavia una forma di comunicazione leggera e ironica, che non vuole impartire lezioni né fare la morale. “Non bisogna mai abbassare la guardia sul tema della sicurezza stradale - avverte il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani - a partire da quest'anno abbiamo avviato un grande progetto di manutenzione della rete stradale e autostradale sull'intero territorio nazionale per mettere in sicurezza e potenziare l'enorme patrimonio esistente, destinando oltre il 40 per cento delle risorse a questo obiettivo, con progetti come “bastabuche”, “smartroad”, le barriere “salvamotociclisti”.

 

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