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Omicidio stradale, con la nuova legge ne rispondono anche Anas e Comuni In evidenza

Pubblicato in Attualità
10 Maggio 2016 di Giuseppe Picciano Commenta per primo!
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«Anche gli enti locali e l'Anas risponderanno del reato di omicidio stradale per i decessi provocati dalle buche sull'asfalto e dalla cattiva manutenzione delle strade». Lo annuncia il Codacons spiegando che lo prevede una circolare del ministero dell'Interno inviata a prefetture, questure, carabinieri, polizia e guardia di finanza, che chiarisce l'applicazione del nuovo reato introdotto di recente dal nostro ordinamento, accogliendo le richieste avanzate da tempo dall'associazione dei consumatori. È una vera rivoluzione, osserva il Codacons, che finalmente riconosce le responsabilità degli enti locali e delle società stradali in tutti quei casi in cui il pessimo stato dell'asfalto determina incidenti e provoca morti. La circolare del ministero relativa all'omicidio stradale stabilisce infatti che il reato ricorre in tutti i casi di omicidio che si sono consumati sulle strade anche se il responsabile non è un conducente di veicolo. Infatti, le norme del Codice della strada disciplinano anche comportamenti che tutelano la sicurezza relativi alla manutenzione e alla costruzione delle strade e dei veicoli. La circolare fa riferimento all'articolo 14 del Codice della strada secondo cui gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono alla manutenzione, alla gestione e alla pulizia delle strade; al controllo tecnico dell'efficienza delle strade; all'allestimento e alla manutenzione della segnaletica. «Questo significa che se un automobilista o un motociclista muore a seguito di un incidente provocato da una buca sull'asfalto o dalla cattiva manutenzione della strada - spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - il gestore della stessa strada, sia il Comune sia l'Anas, risponderà del reato di omicidio stradale. Si tratta di una misura che il Codacons invoca da tempo e che finalmente diventa realtà, e che potrebbe sanzionare funzionari comunali, ingegneri e dirigenti delle società stradali, e i direttori dei lavori e responsabili delle ditte che hanno fornito bitume non adeguato».  

 

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