Cerca nel sito

Seguici su Facebook!

Sei qui: HomeAmbienteStromboli: nel medioevo ha causato tre grandi tsunami

Stromboli: nel medioevo ha causato tre grandi tsunami In evidenza

Pubblicato in Ambiente
13 Febbraio 2019 di Redazione Commenta per primo!
Vota questo articolo
(0 Voti)
L'isola di Stromboli nell'arcipelago delle Eolie e' stata l'origine di tre grandi tsunami che hanno flagellato il Mediterraneo in epoca Medievale, uno dei quali ebbe come testimone d'eccezione anche il poeta Francesco Petrarca. La scoperta arriva da uno studio pubblicato sulla rivista "Scientific Reports", condotto da una equipe di ricercatori delle Universita' di Pisa e Modena-Reggio Emilia a cui hanno collaborato l'Universita' di Urbino, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Pisa (INGV), il CNR, la City University of New York e l'American Numismatic Society. La ricerca ha rivelato che gli tsunami furono prodotti da crolli improvvisi del fianco nord-occidentale del vulcano Stromboli e che si abbatterono sulle coste campane fra la meta' del Trecento e del Quattrocento come testimoniano le cronache dell'epoca. Il principale dei tre eventi, avvenuto nel 1343, e' quasi certamente collegato alla devastazione dei porti di Napoli e Amalfi di cui fu testimone Francesco Petrarca che si trovava nella citta' partenopea come ambasciatore di Papa Clemente VI e che racconta in una lettera di una misteriosa quanto violenta tempesta che il 25 novembre provoco' moltissime vittime e l'affondamento di numerose navi. L'identificazione di Stromboli come la sorgente di questi terribili tsunami e' stata possibile grazie a un lavoro interdisciplinare realizzato da vulcanologi e archeologi e portato avanti per l'Universita' di Pisa da Mauro Rosi e Marco Pistolesi del Dipartimento di Scienze della Terra. "Nella primavera del 2016 - racconta Rosi - decisi di andare a Stromboli perche' avevo in mente un'idea nata dall'aver letto una lettera di Petrarca che parlava di una strana tempesta accaduta a Napoli. Fatti i primi saggi, portammo subito alla luce dei depositi 'sospetti', caso vuole poi che nella stessa occasione entrassi in contatto la professoressa Sara Levi dell'Universita' di Modena-Reggio Emilia che dal 2009 guida una campagna di scavi a Stromboli". Il lavoro di ricerca ha comportato, per la parte vulcanologica, lo scavo di tre trincee stratigrafiche nella zona settentrionale dell'isola, lunghe circa ottanta metri e profonde due che hanno portato alla luce tre strati sabbiosi contenenti grossi ciottoli di spiaggia a testimonianza di quanto portato a terra dalle onde di tsunami. I campionamenti, le analisi chimiche dei materiali e le datazioni al carbonio 14 hanno quindi permesso di stabilire una inequivocabile relazione tra quegli strati e i ritrovamenti archeologici che testimoniano il rapido abbandono dell'isola a seguito degli tsunami. "Nella prima meta' del Trecento l'isola di Stromboli era abitata e rivestiva un ruolo importante come snodo del traffico navale dei crociati provenienti dalle coste italiane, spagnole e greche, fatto documentato sul pianoro di San Vincenzo da una chiesetta scoperta nel 2015 che costituisce la prima testimonianza archeologica di occupazione medievale nell'isola - spiega Sara Levi -. A seguito dei tre grandi crolli che generarono le onde di tsunami e della contemporanea e particolarmente forte ripresa dell'attivita' eruttiva del vulcano, l'isola, come testimoniano anche le sepolture rinvenute nell'area delle chiesetta, fu totalmente abbandonata a partire dalla meta' del Trecento fino alla fine del Seicento, quando inizio' il suo ripopolamento moderno. La ricostruzione si basa su solidi dati stratigrafici e cronologici ed e' frutto della stretta collaborazione interdisciplinare messa in atto in tutte le fasi della ricerca". "Era gia' noto che l'isola di Stromboli fosse capace di produrre piccoli tsunami con ricorrenza pluridecennale, ma questo lavoro - conclude Rosi - rivela per la prima volta la capacita' del vulcano di produrre anche eventi di dimensioni assai superiori a quelli fino ad oggi noti dalle cronache degli ultimi due secoli". (Italpress).

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30